hrvatski.

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Per voi e per qualunque persona sana di mente può benissimo essere un posto iper-snob pieno di mafiosi russi e poveracci in sandali col Rolex finto che vorrebbero far credere di essere ricchi, ma per me Monaco è uno dei posti più belli del mondo. Sono tutti molto gentili, il cibo è buono, non piove mai e non c’è possibilità di guardare in alcuna direzione senza automaticamente vedere qualcosa di bello. Quasi sempre su quattro ruote e/o due scarpe col tacco.

Comunque, se siete fan delle gite fuori porta nel weekend andare sempre lì è impensabile. Sorvolando sul costo della logistica il problema vero è che potreste iniziare a considerare Monaco “casa vostra”. Non lo è e questo potrebbe farvi sembrare idioti.

Briatore abita a Monaco. Lewis Hamilton abita a Monaco. Io abito a Prato. Casa mia è Prato.

Per cui per cambiare, avendo visitato ogni paese a portata d’auto incluso il Liechtenstein (due volte), ho deciso di andare in Croazia.

Devo essere sincero. Le cose non sono andate così fluide come pensavo. La prima cosa che c’è da sapere è che la Croazia entrerà a far parte dell’Unione Europea solo nel 2013 quindi c’è una dogana.

Arrivati al valico della dogana, circa mezzanotte, una donna molto scortese, il suo nome era Ivan, ci ha chiesto i documenti. Parlava e capiva perfettamente Italiano ma l’unica parola che sembrava voler utilizzare era “capisce”.

In prospettiva, un po’ poco per essere d’aiuto.

Dopo attenti controlli sul passaporto, probabilmente per paura potessimo trasportare carico pericoloso nel loro paese, la capacità di sorridere al prossimo ad esempio, Ivan ci ha lasciati passare.

Ci siamo fermati a Rijeka (Fiume), che ho scoperto essere una graziosa cittadina di mare, con solo due hotel e nemmeno troppo facili da raggiungere. In effetti c’è un lungomare con della situazione e dei bar e dove i vari Ivan fanno quello che fanno i croati di solito la sera, prendersi a bottigliate in testa presumo, ma invece che hotel ci sono solo banche.

Comunque alla fine un albergo lo abbiamo trovato e alla reception Ivan ci ha detto che potevamo parcheggiare nel piazzale con sosta gratuita fino alla mattina successiva. Purtroppo però, la mattina successiva un altro problema si è presentato quando sono andato a recuperare l’auto. Alla cassa il responsabile del parcheggio, anche lui di nome Ivan, mi ha gloriosamente comunicato che avrei dovuto pagare il parcheggio nella loro valuta corrente, mucche credo, perché non accettavano carte di credito. Ho provato a chiedere info su dove poter fare un bancomat ma Ivan mi ha risposto “capisce”, e poi è sparito dietro il casottino del parcheggio.

Fortunatamente, dall’altro lato del piazzale erano presenti numerosi bancomat. Principale attrazione turistica di Rjeka. Sfortunatamente, io non riesco a prelevare a un bancomat prima di 2-3 tentativi a vuoto perché di solito il primo è fuori uso e il secondo mi rifiuta la carta.

Esasperato, mi sono rivolto all’ufficio di cambio moneta dove la ragazza, anche lei chiamata Ivan, ha di buon grado accettato 50 dei miei euro e dopo avermi detto “capisce” mi ha fatto sentire ricco cambiando i miei 50 euro in 400 mucche. Ma la sto facendo troppo lunga. E soprattutto troppo negativa. Il fatto è che da Rijeka e Zara c’è una delle strade costiere più belle dove abbia mai guidato, il mare è passabilmente…blu e un pranzo di pesce costa, considerando il favorevole cambio mucche-euro, 3 euro e 50.

Non è male la Croazia.

Persino i vari Ivan se concedi loro i primi minuti in cui ti dicono “capisce” diventano simpatici.

Ok. Comunque.

Qualcuno per caso ha voglia di andare a Monaco domenica prossima?

 

foto di F.S.

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