Troppa dignità per una Hawaiian: lo chef italiano licenziato in Australia perché rifiuta l’ananas sulla pizza

Il confine tra orgoglio gastronomico e insubordinazione lavorativa ha trovato il suo epicentro in Australia.

Un caso singolare, finito sui tavoli della Fair Work Commission (il tribunale del lavoro australiano), vede protagonista Davide Tamburella, un cuoco italiano che lavorava a Brisbane.

La sua colpa? Essersi rifiutato per ben tre volte in quattro anni di condire una pizza con l’ananas, arrivando a definire l’ingrediente un vero e proprio “insulto alla propria cultura”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata durante un evento privato al ristorante La Costa, a Fortitude Valley.

Alla richiesta dei clienti di preparare delle pizze con prosciutto e ananas (la celebre e controversa ‘Hawaiian’), lo chef ha opposto un netto rifiuto.

Davide ha spiegato alla direzione del locale che le direttive dei superiori: “non devono essere necessariamente seguite se scendono a compromessi offensivi per la propria identità culturale“.



Per quanto la battaglia contro la pizza all’ananas evochi una difesa romantica della tradizione culinaria tricolore, la realtà emersa dalle carte legali rivela un quadro più complesso.

La direzione del ristorante ha sottolineato che il rifiuto dell’ananas era soltanto una delle tante problematiche gestionali acumulatesi nel tempo.

Tra le contestazioni mosse allo chef figuravano: tensioni e linguaggio ritenuto inappropriato nei confronti dello staff di cucina, un atteggiamento di rigetto reiterato verso le ordinazioni dei clienti e, come rilevato dagli atti del tribunale, in un episodio precedente lo chef si era persino fratturato la mano colpendo una ringhiera metallica in un momento di frustrazione.

Il caso assume una sfumatura quasi comica se si considera il contesto geografico: il fatto è accaduto nel Queensland, lo Stato custode della produzione ortofrutticola australiana, famoso in tutto il Paese proprio per le sue sterminate coltivazioni di ananas (e casa del celebre monumento The Big Pineapple).



Sperando di far valere le proprie ragioni e di proteggere il percorso di sponsorizzazione per il visto permanente in Australia, Tamburella ha impugnato il licenziamento presentando ricorso per ‘Unfair Dismissal’ (licenziamento ingiustificato).

La Fair Work Commission ha però respinto la richiesta per motivi procedurali, in quanto la domanda è stata inoltrata oltre i termini di scadenza previsti dalla legge.

Nonostante la perdita del visto aziendale e la fine del rapporto con La Costa, la storia per Davide Tamburella ha comunque avuto un seguito felice.

Lo chef è stato assunto come Head Chef presso un altro locale italiano a Brisbane.

E, per la gioia delle sue convinzioni culinarie, sul menu del nuovo ristorante l’ananas non è presente nemmeno tra le opzioni su richiesta.

Peraltro, come spesso accade in questi casi, lo chef si è aperto la strada verso una potenziale carriera mediatica, se riuscirà a monetizzare la viralità dell’evento.


Rispondi