Abbiamo dovuto attendere nove anni per vedere Roadster, e nessuno si aspettava un cambiamento così radicale.
Ci sono gli ugelli in collaborazione con SpaceX, la deportanza ‘al contrario’ con effettuo suolo che permette di guidare a testa in giù, ma soprattutto c’è una linea totalmente rivisitata.
Roadster originale, ovvero il prototipo, aveva linee morbide e affusolate, mentre quella nuova, di produzione, ha angoli taglienti e una forma a ‘wedge’ che ricorda alcune supercar degli anni 80.
Anche la collaborazione con SpaceX, seppure attesa e annunciata, ha sorpreso.
Nessuno si aspettava qualcosa di simile, e nessuno si aspettava uno 0-100 ben al di sotto del secondo.
Cambia anche qualcosa a livello tecnico.
Per esempio ha due motori, non tre, e sono entrambe al posteriore, il che la rende tecnicamente un’auto a trazione posteriore.
L’effetto suolo, peraltro, non serve solo a ‘ribaltarsi’ davanti a un pubblico online e offline, ma serve anche e soprattutto a migliorare aderenza in situazioni di frenata, accelerazione e anche in curva.

Molto sorprendente e interessante anche la modalità di acquisto.
Ci sono tre modelli: Performance, Thrust e Rocket.
Performance è quella standard, senza ‘pacchetto SpaceX’, e servono 50.000 dollari solo per prenotarla.
Poi c’è Thrust, con la funzione ‘suction’, che richiede da 250.000 dollari per la prenotazione.
Poi c’è Rocket, che è disponibile solo su preciso invito di Tesla.
In tutti e tre i casi, tra l’altro, non è stato svelato il prezzo finale.
Siamo certi sarà anche quello piuttosto sorprendente.
