Tesla Roadster è finalmente arrivata dopo anni e anni e anni d’attesa, e le premesse (e promesse) sono state rispettate.
Non solo, adesso che sappiamo in cosa consiste la fenomenale collaborazione con SpaceX, possiamo dire che Musk non aveva tutti i torti quando aveva affermato che questa sarebbe stata “la presentazione prodotto più memorable di sempre.”
Non sappiamo da dove iniziare.
Potremmo forse iniziare dallo 0-100.
Si parla di 1,6 secondi, e questo è solo il dato per la versione ‘base’ – quella Performance – mentre per quanto riguarda Thrust e Rocket siamo su una cifra clamorosa: 0,81 secondi.
Impressionante.
Ma come ci siamo arrivati?
Tesla Roadster utilizza 10 ugelli che le permettono essenzialmente di volare.
Non solo in verticale o orizzontale, ma avanti, indietro, e persino a testa in giù.

Tesla Roadster monta anche un sistema di downforce/deportanza al contrario, che la tiene attaccata al suolo volando a testa in giù.
Letteralmente.
È stato Musk stesso a scherzarci su.
“Abbiamo bisogno di avere il pubblico qui altrimenti ci accuseranno che si tratta solo di IA,” obiezione effettivamente ragionevole.

Interessante anche l’assenza di prezzo di vendita finale, anche se sappiamo però che la versione Performance è prenotabile con 50.000 dollari di anticipo, mentre Thrust ne richiede addirittura 250.000 dollari.
La più clamorosa è la versione Rocket, che non è prenotabile se non su preciso invito di Tesla.

La domanda inevitabile che molti hanno fatto è: a che serve?
Roadster Performance è una delle auto di serie più veloci del mondo, ma le altre due sono ai limiti del non omologabile.
Difficile immaginare l’omologazione di una vettura che vola e va a testa in giù.
Il motivo è, se vogliamo, una semplice dimostrazione di potenza, mediatica e tecnica.
Con Roadster, Tesla impone un nuovo paradigma e livello tecnologico superiore al precedente.
Dovrà quindi essere preso sul serio, piaccia o meno.
