Qui c’è un bel po’ da commentare, riguardo alla decisione di Apple di offrire abbonamenti dopo aver alzato i prezzi di quasi tutto.
O comunque averlo annunciato/promesso.
Negli ultimi mesi, complice il boom (bolla?) AI, i prezzi della componentistica hardware necessari per costruire fisicamente i dispositivi sono andati alle stelle, costringendo i brand a cancellare, rielaborare, o in alcuni casi alzare i prezzi di dispositivi e progetti.
Apple ha quindi deciso di offrire ‘leasing’, il che però apre le porte alle critiche, sempre più frequenti, di chi non apprezza questo tentativo da parte di diverse aziende di offrire opzioni che non includano la proprietà della cosa per cui paghiamo.

Apple ha ufficialmente lanciato negli Stati Uniti ‘Apple Upgrade’, un programma di leasing hardware pensato per rendere più accessibile l’ingresso nell’ecosistema dei suoi dispositivi.
Disponibile sia online sia nei negozi fisici, il servizio arriva a poche settimane dall’aumento dei prezzi di MacBook e iPad legato alla scarsità di componenti.
Grazie alla partnership con Klarna, è possibile noleggiare un iPhone 17e a partire da 17,99 dollari al mese, un Apple Watch Series 11 o un iPad Air da 11,99 dollari e un MacBook Air da 24,99 dollari.

Il funzionamento è simile a un leasing automobilistico.
Dopo un credit check, a quanto si racconta piuttosto blando, i clienti potranno scegliere piani di 12 o 24 mesi per iPhone e Apple Watch, oppure di 24 o 36 mesi per Mac e iPad.
Alla scadenza del contratto si può: cambiare il dispositivo con un modello di nuova generazione, acquistarlo definitivamente con un pagamento una tantum oppure restituirlo e uscire dal programma.
Per abbassare ulteriormente la rata mensile è possibile usare Apple Trade In con i propri dispositivi usati oppure pagare con Apple Card, ottenendo il 3 percento di Daily Cash.

Apple Upgrade sostituisce di fatto il vecchio iPhone Upgrade Program, che non accetta più nuove iscrizioni.
Una differenza importante rispetto al passato è l’assenza della copertura AppleCare inclusa, che prima era parte integrante del pacchetto.
Inoltre, dalle versioni beta di iOS 27 emergono indizi di un possibile ‘restricted mode’: in caso di mancati pagamenti, il dispositivo potrebbe essere limitato nell’uso di determinate applicazioni, il che ci porta, appunto, al discorso fatto precedentemente.
Tuttavia, con rate mensili contenute e la possibilità di aggiornare regolarmente i dispositivi senza dover affrontare l’intero costo iniziale, Apple Upgrade punta a ‘democratizzare’ – usiamo un parolone – l’accesso agli ultimi prodotti della compagnia, soprattutto in un momento di prezzi in rialzo.
