Dior ha unito le forze con l’artista britannico Alex Chinneck per celebrare il primo anniversario dei suoi iconici flagship store di New York e Beverly Hills, entrambi progettati da Peter Marino.
Ma quello di cui tutti parlano sono le sculture assurde – quelli bravi le chiamerebbero installazioni – localizzate nei due flagship.
Sono ben 14, grazie alle quali Chinneck ha letteralmente piegato l’infrastruttura urbana delle due metropoli, trasformando oggetti quotidiani in surrealiste.


A New York, le vetrine sulla 57esima Strada ospitano nove opere ispirate al caos e alla verticalità di Manhattan.
I lampioni stradali si fletton imitando i nastri e i drappeggi Dior, e i semafori si torcono fino a formare bouquet colorati e un classico taxi giallo sembra sciogliersi fluidamente contro la facciata di vetro dell’edificio.


A Los Angeles, l’attenzione si sposta sulla cultura automobilistica e sul fascino cinematografico della città attraverso cinque installazioni.
L’opera centrale mostra un’automobile rossa arricciata in un loop perfetto di 360 gradi, mentre un manichino oscilla sospeso da un lampione distorto.
Definite da Dior come veri e propri ‘poemi visivi’, queste installazioni rimarranno esposte per tutta l’estate, trasformando lo shopping di lusso in un palcoscenico urbano straordinario.

