Durante la Milano Design Week, qualche settimana fa, lo studio AMO (guidato da Samir Bantal) e il brand SolidNature hanno presentato al pubblico una collezione chiamata ‘Il Sonno’.
Si tratta essenzialmente di un intero supermercato in cui ogni oggetto e scaffale – 1.716 prodotti di uso quotidiano – dalle banane in onice alle bistecche di marmo rosso, fino a tubetti di Pringles e cartoni del latte – sono stati ricreati utilizzando 32 tipi diversi di marmi, graniti e travertini.

In teoria sembrerebbe esserci un intento chiamiamolo ‘etico’.
L’idea è di trasformare la spesa da riflesso automatico a qualcosa a cui dovremmo pensare.
“A differenza di sistemi pensati sulla velocità e il carattere ‘usa e getta’, le scelte di ogni giorno diventano parte di un sogno più ampio – creando un mondo più cosciente e orientato al futuro,” ha detto il fondatore di SolidNature, David Mahyari.

Il che fa sorridere perché questa sottile, a nostro avviso non richiesta, e soprattutto trita critica al consumismo cozza parecchio con l’idea magnifica – ma ovviamente oggettivamente inutile – di creare oggetti bellissimi ma che non servono e non soddisfano un consumo necessario.
Veloce o meno, usa e getta o meno, una banana serve per mangiare ed è quindi un bene primario, una banana fatta di onice giallo, per quanto ben realizzata, non lo è.

Comunque sia, l’idea è affascinante, e i prezzi variano da 90 a 150 euro circa, ma vorremmo anche sottolineare che quest’idea esiste da sempre in una cittadina in Toscana chiamata Volterra.
Volterra è infatti una delle capitali mondiali dell’alabastro, un materiale naturale molto simile al marmo ma più leggero, ‘morbido’ e lucido, che si presta a questo tipo di realizzazioni.
A Volterra, si vendono uova al tegamino, caffè con zollette di zucchero e varie altre sculture iper-realistiche, realizzate in alabastro, da sempre.
