Genesis cambia il proprio paradigma con X Concept, una berlina lunga e filante

Genesis è un sub-brand di Hyundai (che da noi non esiste o quasi) che sta alla casa madre più o meeno come Infiniti sta a Nissan. Genesis è stato creato appositamente per alzare il tiro per quanto riguarda la tipologia di vetture proposte, sia dal punto di vista delle prestazioni complessive che soprattutto dal punto di vista dell’attenzione al lusso, e così come Infiniti, è stato sviluppato espressamente per il mercato Nord Americano.


Il brand costruisce SUV ma trova la propria anima nelle mega-berlinone di rappresentanza (come le si chiamavano una volta) e quella che vedete qui, chiamata X Concept – la quinta concept presentata da Genesis dopo le New York, GV80, Essentia e Mint – ed è una concept che vuol rappresentare il linguaggio di design che caratterizzerà il brand per i prossimi anni.



Il primo dettaglio (che dettaglio non è) che spicca all’occhio è la griglia, uno degli elementi più importanti per brand perché consente di identificare un istante di che tipo di marchio si tratta e anche perché fa la differenza nell’impatto complessivo. Basti pensare a BMW, la griglia gigante da sola fa tutta la differenza nel farvi dire, in una frazione di secondo, “bella/brutta”.


Anche Genesis ha scelto un design non certo sobrio ma che personalmente apprezzo, con la caratteristica “Crest Grille” a forma di scudo, altezza da terra ridotta e linea slanciata con poche linee ma decise e i due set di fari filiformi che proseguono in parte sulla carrozzeria esterna attraverso i passaruota.



L’auto di produzione che ne deriverà perderà qualche slancio stilistico poco adeguato al mercato (i minuscoli specchietti per esempio) ma dovrebbe rimanere più o meno fedele all’originale. Soprattutto rimarrà la tipologia di carrozzeria: GT/berlina molto lunga, larga e bassa. Il propulsore, ormai è scontato, sarà elettrico.


La console centrale ‘sospesa’ è orientata verso il guidatore con informazioni e display parte integrante della struttura scelta. Personalmente li preferisco così rispetto a quelli che sembrano piantati lì con la colla (il peggiore in assoluto negli ultimi anni era quello della Classe A pre-facelift, che sembrava appoggiato sul cruscotto) con quattro sedili con cinture a quattro punti. Per gli interni sono stati usati tessuti semi-riciclati.



Questo articolo è stato precedentemente scritto e pubblicato per Italia News su Drivetribe


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