F1 2016 – Al Giro di Boa

Il mondiale di F1 2016 si ferma esattamente dov’era iniziato. Ed era iniziato esattamente come si era concluso nel 2015: con la Mercedes che vince, la RedBull che insegue e la Ferrari che balbetta; vittima  di un’involuzione preoccupante e di troppi, troppi proclami iniziali. Una ad una, ed uno ad uno, vediamo che bilancio si può fare di piloti e scuderie finora.


Mercedes

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Mondiale Piloti: Hamilton

Punti: 415

Vittorie: 11

Rosberg corre in maniera intelligente, è un pilota affidabile e regolare nei risultati, ma l’impressione è che Hamilton sia semplicemente di un’altra categoria. Imprendibile sul giro secco, freddo quando serve e quasi impossibile da superare in quanto a aggressività. Tutto è possibile, e sono molto vicini in classifica, ma il mondiale sembra destinato al pilota di Stevenage. Superfluo ogni commento sull’auto. Semplicemente senza rivali.


Red Bull – Renault

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Mondiale Piloti: Ricciardo

Vittorie: 1

Punti: 256

Un crescendo in prestazioni e affidabilità che ha portato le “lattine”, come vengono malignamente chiamate dai rivali, a guadagnare il secondo posto nel mondiale costruttori ipotecando forse anche un buon terzo posto nel mondiale piloti. Verstappen è un predestinato, un fuoriclasse della guida, ma è ancora acerbo e spesso paga la troppa irruenza. Ricciardo è affidabile, più esperto e velocissimo e, a dispetto del perenne sorriso stampato in faccia, cattivo quanto basta. Con l’eccezione della vittoria di Verstappen in Spagna, si mette regolarmente alle spalle il compagno di squadra (lo faceva anche con Vettel), sia in qualifica che in gara, e per questa ragione probabilmente finirà davanti al compagno di squadra (e terzo assoluto?) al mondiale piloti.


Ferrari

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Mondiale Piloti: Räikkönen

Podi: 8

Punti: 242

Vettel sembra spaesato, deluso e sorpreso (in negativo) dei mancati progressi dell’auto, mentre Kimi, che tanto sembra sempre scazzato (scusate il termine tecnico) che vinca o che perda, sembra aver ripreso il buon ritmo di un tempo. Per questa ragione, almeno per il momento, sembra probabile che sia lui ad arrivare davanti a Vettel nel mondiale piloti. Il team paga, prima e più di tutto il resto, i troppi proclami. Convinti di essere i migliori solo perché lo si è stati in passato, persi a guardarsi allo specchio mentre gli altri migliorano e vincono. Spiace, e si sa che si tratta sempre di cicli, ma nello sport si sa: i proclami raramente portano vittorie.


Williams-Mercedes

February 2016 Williams FW38 Photo: Williams F1. Ref: WS8A84791_HDR_Edit

Mondiale piloti: Bottas

Podi: 1

Punti: 96

Ci si aspettava forse un po’ di più da questo team storico, soprattutto dopo i progressi degli ultimi anni. Bottas, più volte accostato ai top team, Ferrari inclusa, sembra un po’ più in palla di Massa che però, va detto, come da tradizione ha davvero poca fortuna, tra contrattempi e problemi di inaffidabilità vari.


Force India – Mercedes

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Mondiale Piloti: Perez

Podi: 2

Punti: 81

Il vero bomber di questa squadra è il proprietario: Vijay Mallya. Gli è stato requisito il passaporto ed è inquisito per… sedetevi un attimo: 1,3 miliardi di debiti verso le banche. Un genio (siamo ironici, eh). La Force India è forse la vera sorpresa del mondiale. E’ finita regolarmente a punti (Hülkenberg è stato sfortunato con due ritiri, nessun ritiro per Pérez) ed è anche riuscita a guadagnarsi due terzi posti, entrambi con Pérez, a Baku e Monte Carlo.


Toro Rosso – Ferrari

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Mondiale Piloti: Sainz

Punti: 45

La “palestra” della Red Bull, però motorizzata Ferrari. La scuderia di Faenza serve soprattutto da rampa di lancio per i piloti Red Bull. In questo senso, la decisione cruciale è stata la promozione di Verstappen in prima squadra. Un doppio scambio che ha lanciato il talento del futuro e che ha allo stesso tempo dato una bella mazzata alla carriera di Kvyat (protagonista con un podio in Red Bull tra l’altro), il cui morale è al momento sotto terra, e che probabilmente scivolerà dietro a Sainz nella classifica finale.


McLaren – Honda

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Mondiale Piloti: Alonso

Punti: 42

Iniziamo col dire che 1 punto, dei 42 conquistati finora, lo ha ottenuto Stoffel Vandoorne (che ha sostituito Alonso al GP in Bahrain) nel suo primo e fino ad oggi unico GP in F1. Mica male. Il motore ancora non va, ma l’auto inizia ad avere una direzione ed è l’unico team, insieme a Ferrari, a piazzare su entrambi i sedili due campioni del mondo. Button riesce a portare piazzamenti con più regolarità, ma Alonso fa generalmente più punti. Sarà un testa a testa fino all’ultimo, e Alonso potrebbe precedere Button di una manciata di punti.


Haas – Ferrari

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Mondiale Piloti: Grosjean

Punti: 28

E’ partita bene, ed è gestita bene: la Haas ha un budget che è quasi la metà rispetto a quello dei top team. A punti in quattro gare finora (sempre con Grosjean, che ha anche più esperienza di Gutiérrez), più di ogni altra cosa la Haas sembra avere una buona programmazione. Buone premesse per il prossimo anno.


Renault

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Mondiale Piloti: Magnussen

Punti: 6

Renault è tornata in F1 ed ha ambizioni dichiarate. Il progetto sembra esserci, l’auto ancora no. E i piloti? Dopo essere stato mandato via da McLaren, Magnussen è riuscito a guadagnare un settimo posto in Russia mentre il figlio d’arte Palmer (il padre Jonathan vanta 88 GP in Formula 1) è ancora tutto da scoprire.


MRT – Mercedes

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Mondiale Piloti: Wehrlein

Punti: 1

? Un punto interrogativo. Marussia, poi Manor, poi MRT. Una scuderia il cui obiettivo non sembra molto chiaro. Anche i piloti lasciano qualche dubbio. Wehrlein, che ha chiuso decimo al GP in Austria, andrebbe “testato” su un’auto migliore mentre Haryanto, che per ora sembra essere in F1 solamente perché ben sponsorizzato, ha ancora tutto da dimostrare.


Sauber – Ferrari

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Mondiale Piloti: Nasr (?)

Punti: 0

E’ l’unica scuderia ancora a zero punti e, come la MRT, schiera un pilota che per ora sembra essere in F1 solo grazie agli sponsor (Ericsson) e un altro (Nasr), che deve ancora far diradare i dubbi riguardo all’efficacia a questi livelli. Tutto il resto è molto nebuloso.


Foto: Getty / Rispettive scuderie

testo: Alessandro Renesis

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