Discorso semiserio in occasione del primo anniversario di On The Road.

Ho passato una buona mezzoretta fissando un foglio elettronico bianco e cercando di capire cosa diavolo scrivere. Ho pensato di fare un resoconto tipo “quest’anno ho guidato questa e quella, son stato lì e là”. No. Banale.

Allora ho pensato di fare il teatrale, malinconico magari, ringraziando tizio, caio, sempronio e compagnia per averci concesso di guidare questa o quell’auto. No. Trito e ritrito.

Cosa c’è da dire? L’idea di fare soldi e campare scrivendo di auto è quasi risibile. Concettualmente intendo. Intendiamoci, da quando ho deciso di scrivere di auto e viaggi ci avrò guadagnato sì e no 3,50 euri ma già solo quei 3,50 euri mi sembrano rubati. In senso buono, s’intende. Purtroppo il giornalismo automobilistico rimane un lavoro da “senatori”. Una di quelle professioni che chi le fa, non si sa come e quando abbia iniziato e chi vuol farle, è bene che vada a fare il pasticcere. O il cameriere.

Beh io non faccio il pasticcere né il cameriere, faccio altre cose ma non smetto di scrivere.

Un caro amico, semi quasi collega, chiamamolo RDP per convenzione, mi ha detto che il “giornalismo paga poco e non sempre”. Ha aggiunto che chi campa di prove di auto su strada guadagna meno di quel che prende un impiegato alle poste e, nella maggior parte dei casi, si tratta di NON giovani che fanno le prove sulla cartella stampa. Voglio ribadire ancora una volta, e lo ribadirò sempre, il mio assoluto disprezzo per quelli che scrivono senza guidare l’auto. Hai la possibilità di guadagnare dei soldi guidando una Lamborghini in pista, il fatto che tu scriva un articolo basandoti solo su quei tre dati messi in croce sulla cartella stampa consegnata  dalla casa è offensivo. Sarà che sono giovane e “c’ho l’entusiasmo” come qualcuno mi ha detto, quasi fosse un difetto, io continuo a fare cose stupide tipo alzarmi alle 3.30 di mattina per andare a Treviglio a prendere una spider due posti. O andare a Milano per un aperitivo, nel vero senso della parola e con partenza alle 3 del pomeriggio e ritorno alle 3 di notte, solo per mangiare stuzzichini di dubbia qualità in compagnia di un’Aston Martin, una 500 “decalcomanializzata”, un paio di modelle e 6 o 700 “bauscia milanes”. Di quelli che salutano dicendo “uè, figa, come va il Porscherino? Tira come una bestia la piccola, eh? Figa. Zio figa.”

Fatto sta che un anno è passato, di tanto in tanto guido un’auto e ogni volta vengo divorato dall’irresistibile voglia di buttar tutto giù su una pagina bianca (sempre elettronica) il tutto condito con molta benzina e tonnellate di sarcasmo. Quindi io continuerò a scrivere, guidare auto inquinanti e prendere spietatamente per il c**o le teste di lattuga convinte che guidando una Prius o dando 10 euro al comune di Milano per l’ecopass il mondo sopravviverà qualche mese in più. Non preoccupatevi, lui c’è sempre stato e ci sarà sempre.

Beh, prima di divagare come al solito.

Buon compleanno, On The Road.

Da ora in poi per me l’anno solare/lavorativo e perché no scolastico inizia il 28 Aprile. Ma prima di concentrarmi su quello che farò quest’anno (e il programma è già bello pieno), vi lascio con una foto dell’auto per cui tutto questo è iniziato e un consiglio:

Fate sempre quello che vi va. In questa maniera sarete stupidi, considerevolmente più poveri e, probabilmente, quasi sempre ubriachi. Ma almeno sarete contenti.

E alla fine siamo qui per questo.

Alessandro


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