Nissan 370Z Fairlady.

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L’orologio sul cruscotto, che tengo indietro di alcuni minuti e forse dovrei smetterla, mi dice che sono le 15 e 48. Ottimo. La Fi-Pi-Li è nel suo solito stato di traffico quando all’altezza di Montelupo Fiorentino un furgone decide che è corretto tagliarmi la strada da destra rischiando di far diventare la mia Astra una Corsa. Sono pragmatico su queste cose. Se sei in ritardo hai bisogno di un’auto veloce, non di 101 cavalli spremuti da 1.7 turbodiesel. La cosa che odio di più dei diesel, oltre al rumore, al fatto che appesantiscono l’auto e al fatto che comprare un’auto diesel costa di più che comprarla benzina, è la noia di dover utilizzare costantemente  il cambio.

Accelera, cambia, accelera, cambia. E’ fastidioso. Soprattutto quando da 28 minuti avresti dovuto sedere su una Nissan 370Z e invece sei imbottigliato nel traffico dell’ora di punta. In preda alla disperazione scalo di due marce e per poco i pistoni non escono a prendermi a pugni. Finalmente arrivo alla concessionaria.

Il venditore, tipicamente in sciarpa invernale in pieno giugno, tipicamente con la giacca impeccabile col bicipite che straborda, tipicamente col BlackBerry, mi accoglie con la tipica fretta dei venditori. Mi lascia le chiavi dell’auto e sparisce dietro una porta dentro la concessionaria.

Nella migliore tradizione della pignoleria e presunzione di cui solo uno che scrive di auto può essere capace, ho già individuato tre cose che non mi piacciono. Primo. L’avrei voluta cabrio. Secondo. Il colore degli interni è sbagliato, l’avrei voluta con gli interni in pelle arancione. Terzo. Il cambio automatico su un’auto del genere proprio no.

Ma io adoro le auto giapponesi. Le adoro perché offrono tanto a poco. E questa non fa eccezione. La 370Z parte da circa 40.000 e potenzialmente non ha rivali. C’è la Z4 che è bellissima ma a parità di prezzo ha circa 100 cavalli in meno e fa pagare a parte anche le ruote (o poco ci manca), la TT che ha la trazione sulle ruote sbagliate e costa cara, l’SLK che a mio parere è brutta e a parità (o quasi) di prezzo offre più di 150 cavalli in meno.

E adoro anche questa. Adoro l’aspetto, adoro gli interni, adoro la tenuta di strada che è..strana.

Strana nel senso che non molla mai, ma infonde la costante sensazione che a un certo punto l’auto potrebbe staccarsi da terra e finire contro un albero. Che ai fini del divertimento è una bella sensazione. Adoro anche il motore. Spinge forte fino ai 4.500, ti prende a calci nella schiena fino ai 6.500 e ha una spinta micidiale che ha del clamoroso dai 6.500 fino al limitatore.

Adoro il fatto che si possano avere i sedili arancioni e adoro il fatto che si chiami Nissan 370Z Fairlady.

Ovviamente, al di là dei pregi obiettivi e dei giudizi soggettivi ha dei difetti. La visibilità è pessima, i freni dovrebbero essere più potenti e 40.000 euro sono comunque tanti. Purtroppo però il suo maggior difetto non è tangibile né facilmente descrivibile.

Mettiamola così, un giorno vi troverete a un aperitivo o a una cena o a una festa. E qualcuno, magari una bella ragazza, vi chiederà che auto guidate. La risposta? “Una Nissan”.

 Ehm…

 

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