MINI Countryman Cooper S ALL4.

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Odi et Amo. Sono parole (ormai inflazionate) utilizzate da Catullo all’inizio del Carme 85. No, non sto per dichiarare amore a qualcuna. O forse sì. Ma non si tratta di una donna bensì di un’auto: la MINI.

Ho sempre avuto un rapporto controverso con la nuova MINI. La Cooper S è fantastica da guidare ma la One è troppo lenta, la Ray è commercialmente molto intelligente, le versioni a gasolio non fanno per me e la Clubman? Non posso dire di essere il suo fan numero uno ma posso dire che capisco il perché esista e posso dire che ogni volta che ne vedo una, inevitabilmente, alla guida c’è una bella donna.

E la Countryman? La Countryman potrebbe essere la MINI definitiva. Iniziamo col dire che la Countryman è la versione a quattro porte, quattro posti e quattro metri della MINI Hatch (in Inglese per “hatch” si intendono le auto compatte e con piglio sportivo).

Ma partiamo dall’inizio, che generalmente è il punto migliore da cui cominciare. Prendo l’auto in consegna in una giornata poco splendente, il cielo è plumbeo e pesante. Ho intenzione di fare quello che faccio sempre con le auto in prova, guidare finché non mi annoio. Un ottimo modo per verificare il piacere di guida. I chilometri di tangenziale scorrono veloci, merito dei sedili in pelle e delle sospensioni dolci, abbastanza rigide da non renderla molle ma abbastanza morbide da trattare bene la schiena. Lo sterzo è docile e “turistico”, il 1.6 turbo benzina da 184 cavalli è solo vivace alle basse e medie velocità ma diventa comico alle alte velocità. E per comico intendo che vi stampa un sorriso in faccia che non vi va via finché non scendete dall’auto. Devo dire che probabilmente un motore a gasolio (è disponibile la Cooper D con 111 cavalli) è più adatto, per via della coppia maggiore, alle dimensioni dell’auto, ma io non sostituirei mai la soffice progressione e il fluido comfort di un motore a benzina. Il merito maggiore per tutta questa comodità va al cambio automatico, i passaggi di marcia sono lisci e intelligenti. Sembra chiaro fin dai primi chilometri che come mangia-asfalto la differenza con le altre MINI è netta. Con questa si possono davvero coprire grandi distanze senza rendersene conto.

Ma francamente io sto sbagliando tutto. Sto sbagliando lo spirito. Non ha senso parlare così di quest’auto. Non perché ci sia carenza di cose da dire, certo.

Potrei parlarvi del cambio automatico-sequenziale, che in modalità AUTO funziona divinamente ma l’elettronica in modalità sequenziale sportiva si ostina a  intromettersi anticipando la cambiata. Potrei scrivere di come il comportamento su strada, nonostante l’auto sia pesante e alta, sia buono. Potrei anche dirvi che a parte il marcato sottoterzo nella guida al limite o sul bagnato l’handling è sempre MINI. Quindi ottimo. Potrei dire che gli gli interni sono davvero un bel posto dove sedersi. Potrei pure parlarvi di come funziona il navi, cioè bene ma è poco intuitivo. Potrei riempire altre pagine elettroniche parlando della dotazione, dei sedili posteriori, della capacità di carico del baule e così via.

Non avrebbe nessun senso. Non sono qui per scrivere di cose che sapete già o che potete leggervi nelle brochure, sono qua per le sensazioni. E quest’auto da’ la costante sensazione di avere ragione, di aver fatto la scelta giusta. Si capisce anche dalle cose semplici come il parcheggio. La MINI Countryman non si parcheggia, si espone. E il bello è che lei non sembra farlo nemmeno di proposito.

E’ grande e tenera. Un po’ come Madison Welch, è formosa e credo che nessuno la definirebbe “magra”, eppure si lascia guardare che è un piacere. E non è una mia impressione o un mio punto di vista, certamente c’entra anche il fatto che la Countryman è una novità, ma cattura sguardi come poche altre auto (senza scomodare supercar ovviamente) sanno fare. Nei luoghi affollati, vicino ai locali, gli occhi sono spesso e volentieri puntati su di lei e piace molto soprattutto alle donne. Lasciate perdere colorazioni anonime come il grigio e il nero e andate sul sicuro con il blu o il bianco. Magari abbinando i cerchi neri.

La Countryman è originale, unica nel suo genere. E’ desiderabile. Non è un’auto che si compra razionalmente e, come per la maggior parte delle auto che non si comprano razionalmente, difetti come il navigatore poco intuitivo e la perdita di un po’ di sportività rispetto alle altre MINI sono più che tollerabili.

Far caso a queste cose sulla Countryman è come far caso al neo di Cindy Crawford.

Questa è un’auto per chi ha le idee chiare, mi vengono in mente come potenziali acquirenti tipici il libero professionista eclettico, che vuole distinguersi, uno che magari gestisce un’attività particolare e interessante. Oppure la mamma sexy che non vuole rinunciare ad avere un oggetto alla moda e bello ma che le consenta di portare i bambini a scuola la mattina.

Ne vedrete molte in giro, e se avete bisogno (o voglia) di avere un’auto che sorride e che vi faccia sorridere e che sia pratica, le alternative sono poche. Quando si tratta di auto ognuno ha i suoi gusti e le sue necessità per cui non posso dirvi, con precisione, se dovreste o meno comprarne una. Quello che posso dirvi è che la sera prima di riconsegnarla non sono tornato a casa prima delle cinque di mattina.

Non volevo smettere di guidarla.

Ringrazio la concessionaria Birindelli di Prato per avermi messo a disposizione l’auto e per la professionalità e cortesia dimostrate.

http://www.birindelli.com/

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