Ho un conto in sospeso con lei. Nel frattempo l’ultimo saluto prima del ritiro dal mercato. Dodge Viper

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Guardatela.
No, non dite niente. Guardatela e basta.
No, non è una Ferrari.
Date un’occhiata a quel cofano di dimensioni mastodontiche, è talmente lungo che dal cruscotto ai fari cambia il fuso orario.

Guardate i cerchi da 18 (anteriori) e 19 (posteriori) pollici cromati. Adesso abbassate lo sguardo e guardate dei tubi simili a salami tagliati sotto le portiere. quello è lo scarico. No, non è una Lamborghini. E’ una Dodge Viper Srt-10.
L’auto più strepitosa che sia mai stata costruita.

Nel 1989 un paio di tizi alla Dodge in America hanno avuto un’idea.
Si sono messi a lavorare dentro un capannone, ai tempi la Dodge non navigava nell’oro per cui si sono dati da fare con quel che avevano.
Hanno preso il motore ad un camion (non è una battuta) e l’hanno buttato sotto 4.44 metri per 1.600 kg di auto.
Quest’auto è nata quasi per caso, ed è diventata una leggenda.
La prima versione, entrata in produzione nel 1992, montava un v10 di 8 litri con 400 cv.

La Dodge Viper è speciale.
Non è all’avanguardia e non è in grado di reggere il passo con le rivali europee. E lei sembra saperlo.
E’ un po’ come Steven Seagal, non è mai stato un grande attore e non ha mai detto di esserlo. Si limita a fare quello che adora e quello che sa fare meglio di chiunque altro: spezzare il collo ai cattivi.

Lei fa lo stesso.

Se pestate il gas in fondo in una giornata di pioggia è probabile che vi ritroviate guardando la direzione dalla quale siete venuti.
Non accelera in avanti, accelera in verticale, verso il centro della terra.

Qualche matto la paragona alle Ferrari.
Paragonare una Viper con una Ferrari è come paragonare David Beckham e Franck Ribéry, tecnicamente fanno lo stesso mestiere ma non hanno niente in comune. e non sono paragonabili.
Ogni singolo prodotto della casa di Maranello è frutto dello stesso pensiero: efficienza, tecnologia, prestazioni, esclusività.

Non c’è niente di efficiente o tecnologico nella Viper.

Il motore dell’ultimo modello prodotto (dal 2008) è un 8.4 litri con 600 cavalli. Un tecnico Ferrari riuscirebbe a guadagnare 600 cavalli da un aspirapolvere. Non c’è nessun marchingegno elettronico che vi tenga dritti in strada. Di conseguenza in quanto a prestazioni, anche se i dati tecnici dicono che più o meno siamo al livello delle altre supercar (0-100 in meno di 4 secondi e velocità superiore ai 320 km/h), in pratica una Ferrari o una Porsche o una Lamborghini in un circuito probabilmente riuscirebbero a sbranare una Viper.

La Dodge è troppo pesante, molto sbilanciata, con nessun aiuto alla trazione e una coppia mostruosa che viene da sotto il cofano da gestire.
Date tutte queste premesse guidarla su un circuito significa passare gran parte del tempo di traverso, con il musone che rimane lì e il posteriore che se ne va a spasso, e chiunque si intenda almeno un minimo di auto sarà in grado di dirvi che le derapate e i colpi di coda sono sì spettacolari ma non aiutano i tempi sul giro.
Ma non è questo il punto.

Non è per questo che la si adora e la si compra.
Comprarsela per la sua tenuta di strada o per la sua efficacia in una corsa è come comprarsi un film porno per la trama.

Entro Agosto 2010, se non prima, la produzione della Viper verrà definitivamente interrotta.

Non è certo se riprenderà o meno, quel che è certo è che in questo momento la Chrysler (e quindi anche la Dodge) è controllata dalla Fiat e si è parlato di riproporla in un futuro prossimo col motore Ferrari.

Dio, spero proprio di no.

Il risultato sarebbe una ridicola via di mezzo tra una Muscle Car americana e una Supercar europea che finirebbe col non essere nessuna di queste due cose e che non piacerebbe a nessuno.

Per ora i fatti sono che la Viper dal prossimo anno non esisterà più e per dare un addio (o un arrivederci) di classe a quest’auto fuori di testa, la Dodge ne produrrà 50 denominate Final Edition; 20 coupe, 18 spider, e 12 acr (auto da corsa).

Non sarà mai veloce come una Veyron.
Non sarà mai tecnologicamente eccelsa come una Ferrari.
Non sarà mai stabile in curva come una Lamborghini.
Mettetela in un circuito di medio livello con una Lotus Elise e ci sono alte probabilità che vinca l’Elise.
Ma la Viper è tutt’altro.
E’ una vera e propria supercar.
Non ci sono diavolerie che assistono la guida, non c’è una razionalità in quest’auto, non c’è un lavoro di fino sull’aerodinamica o sul motore.
C’è solo un’auto strepitosamente bella e incredibilmente potente.

E’ quello che tutte le supercar dovrebbero essere, auto fuori dal comune, che esplodono appena le metti in moto.
Auto che prosciugano i fiumi e fanno bruciare l’asfalto. E’ politicamente scorretta.

Chi ha progettato la Viper non sa neanche cosa sia il riscaldamento globale, non glie ne sbatte una mazza di quanti grammi di co2 emette, non si nasconde con un sorriso ipocrita dietro le parole “ibrida” o “basse emissioni”.

Nel settembre 2009 ero a Las Vegas e guidavo una Ford Mustang. Più volte in quei giorni ho frequentato un ristorante nella zona dell’hotel Stratosphere, e in quella zona c’era un concessionario che noleggiava Dodge Viper a prezzi irrisori. Avrei potuto guidarla, ma non so perchè, non l’ho fatto.

Prima o poi la guiderò, ma questo, ad oggi, rimane il mio primo (e unico) rimpianto.

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