La lezione delle mid-term ci insegna qualcosa sull’intelligenza artificiale: la gente non ne può più

Chiediamo scusa in anticipo perché quanto segue suonerà parecchio come uno sfogo.

E un po’ lo è.

La reazione dei mercati alle mid-term è molto chiara: un disastro.

Alla riapertura dei mercati dopo ‘l’onda blu’ sarebbe facile dire che è crollato tutto, ma la realtà è che è soprattutto crollato il pool di titoli legati a aziende legate all’intelligenza artificiale.

Come spesso accade, se il mercato va giù trascina giù tutto.



Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un’accelerazione verticale verso l’intelligenza artificiale, che però sta svelando i propri limiti.

Dal lato chiamiamolo ‘retail’, quello basso, quello nostrano, quello di chi la usa, l’intelligenza artificiale commette più errori di prima.

Ha ‘allucinazioni’, come si dice in gergo tecnico per ragioni improbabili, sempre più spesso, inizia persino a perdersi i refusi, e a volte s’inventa le cose e le parole.

Non solo, l’intelligenza artificiale è pensata per lisciarci il pelo.

Se voi chiedeste in giro, “ma la capitale dell’Inghilterra è davvero Londra?”, chi vi ascolta vi guarderebbe come se foste atterrati da Marte, prima di dirvi, con tono infastidito, “certo che lo è.”

L’intelligenza artificiale, di contro, vi risponderebbe: “ma sai che è una domanda molto intelligente.”

Salvo poi perdersi in spiegazioni davvero creative.

Dal lato invece ‘grossista’, l’intelligenza artificiale ha prima di tutto un limite: costa.

Il valore generato dall’intelligenza artificiale si limita a quello generato in borsa dalla crescita delle aziende ad essa collegata.

Ma se guardiamo oltre la superficie, l’IA costa tantissimo e non genera profitti.



Gli Stati Uniti si sono trasformati in un’economica dei soldi.

Non producono niente, non creano niente, si basano solo su mercati finanziari molto intangibili.

Il che significa che il sentore di chi governa è sempre più distaccato dal popolo.

Il signor John Smith di Akron, Ohio o la signora Jane Smith di Paris, Texas, si preoccupa del prezzo del pollo e delle uova e del carburante e dell’affitto.

A loro importa poco dei massimi sistemi, data center, satelliti, e le grandiloquenze dei vari Musk, Amodei, Thiel e compagnia cantante.

La brutta notizia è che il problema sembra strutturale.

Certo, ci sono alcuni elementi di potere che hanno lavorato sodo per istituzionalizzare la corruzione oltre ogni limite.

Ma, si sa, il potere corrompe.

E lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ahinoi (o beati noi, scegliete voi), potrebbe rallentare, ma non fermarsi.


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