La FIA spinge: ritorno del V8 in F1 previsto entro il 2030

Preparate i tappi per le orecchie, o forse un sorriso nostalgico: il mondo della Formula 1 potrebbe presto voltare pagina rispetto alle power unit attuali.

Secondo le ultime novità rilanciate anche da Hypebeast, la FIA ha infatti formalmente proposto un ritorno ai motori V8, ma con una svolta ibrida e turbo, fissando l’orizzonte temporale tra il 2030 e il 2031 (quindi nel giro di massimo 5-7 anni).

Ma facciamo un passo indietro: perché questo cambio di rotta? E, soprattutto, come saranno fatti questi ipotetici nuovi motori?



La fine dell’era ‘iper-ibrida’ e la spinta dei piloti

Negli ultimi anni, le lamentele da parte di piloti di primo piano (come Max Verstappen e Fernando Alonso) non sono mancate.

Il problema principale puntava il dito contro monoposto troppo dipendenti dall’energia elettrica e dalla gestione della batteria, con dinamiche di guida a tratti descritte come ‘legnose’ o vincolate a continui rilasci di potenza in rettilineo.

La FIA, guidata da Mohammed Ben Sulayem, ha ascoltato il paddock e i fan, decidendo di virare verso un concept che riduca la complessità ingegneristica esasperata, abbassi i costi e restituisca alle vetture un carattere più corsaiolo e leggero.



I dettagli tecnici: cosa c’è sul tavolo?

Dimentichiamoci però dei vecchi V8 aspirati urlanti degli anni d’oro (quelli pre-2014): la proposta sul tavolo prevede un compromesso moderno per rispondere agli standard di sostenibilità.

Ecco le specifiche chiave emerse dalle discussioni tecniche.

Per l’architettura è previsto un V8 turbo-ibrido – si parla di una cilindrata stimata tra i 2.1 e i 3.0 litri – con parte elettrica ridotta, principalmente per ridurre il peso.

Uno degli obiettivi chiave è far diminuire il peso complessivo delle monoposto di circa 80 kg, puntando a riportare le vetture sotto la soglia dei 700 kg.

Ovviamente, la transizione ecologica non si ferma; i motori continueranno ad andare avanti a carburanti sintetici avanzati e sostenibili al 100 percento.

Per favorire l’ingresso e la stabilità dei costruttori, il tetto di spesa annuale per lo sviluppo dei motori verrebbe ridotto a circa 135 milioni di dollari.



Le tempistiche: quando li vedremo in pista?

I tempi sono stretti e la diplomazia del motorsport è già al lavoro.

La FIA punta a trovare un accordo di massima e a ratificare la struttura delle regole all’interno del Consiglio Mondiale del Motorsport già entro dicembre 2026.

Se l’accordo dovesse essere formalizzato per tempo, i motoristi avrebbero circa tre anni pieni di sviluppo (sull’asse 2027-2029) prima del debutto ufficiale.

Il 2030 o al massimo 2031-32 è la finestra temporale ufficiale in cui i nuovi V8 turbo-ibridi calcheranno l’asfalto del Circus, mandando definitivamente in pensione l’era dei V6 turbo 1.6 litri.


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