La Formula 1 pianifica il ritorno dei motori V8 nel 2030 con oltre 1.000 CV

La Formula 1 si prepara a un clamoroso ritorno alle sue radici, progettando l’introduzione di nuovi propulsori turbo V8 da 3-0 litri per la stagione 2030.

La decisione segna una svolta significativa rispetto ai motori ibridi V6 utilizzati nelle ultime stagioni e riporta nella massima categoria una configurazione a otto cilindri che mancava dal 2013.

I nuovi regolamenti tecnici puntano a superare la soglia dei 1.000 cavalli di potenza complessiva.



Questo risultato sarà raggiunto combinando la cilindrata maggiorata di 3.0 litri con una sovralimentazione mediante turbocompressore di dimensioni ridotte.

Allo stesso tempo, la componente elettrica subirà un ridimensionamento drastico: la potenza del motore elettrico scenderà a circa 100 kW (134 CV), rispetto ai 350 kW previsti dalle ultime specifiche ibride.

Questa scelta semplificherà l’architettura generale delle Power Unit, riducendo sia la dipendenza dalle batterie sia i costi di sviluppo per i costruttori.



Una delle motivazioni principali dietro il mantenimento del turbo riguarda l’impatto acustico sui circuiti cittadini.

Un motore V8 atmosferico privo di turbo avrebbe generato un livello di rumore incompatibile con i rigidi limiti sui decibel previsti nei tracciati urbani come Las Vegas, Miami, Singapore, Monaco o Madrid.

La turbina fungerà quindi da ‘silenziatore naturale’, consentendo alla F1 di garantire un rombo decisamente più coinvolgente e forte rispetto agli attuali V6 senza violare i permessi locali.



Il nuovo pacchetto tecnico garantirà anche un notevole risparmio di peso.

L’unità di potenza complessiva peserà circa 50 chilogrammi in meno, attestandosi intorno ai 135 kg.

La riduzione della massa delle monoposto risponde a una richiesta esplicita dei piloti per restituire agilità e reattività alle vetture nei cambi di direzione.

Tra le altre novità al vaglio della FIA e dei team c’è l’introduzione di un sistema di sorpasso in stile push-to-pass simile a quello impiegato in IndyCar, pensato per sostituire definitivamente il DRS e offrire incrementi temporanei di potenza a discrezione del pilota.

L’accordo di massima raggiunto tra la FIA e le scuderie fissa il debutto di queste norme nel 2030, anche se resta aperta la possibilità di anticipare l’adozione per chiudere il ciclo tecnico attuale con un anno di anticipo.

Sarebbe, una volta tanto, un ottimo esempio dell’arte persa di ascoltare cosa vuole il pubblico.


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