McLaren cambia logo per omaggiare il fondatore, ma il web non perdona

McLaren cambia logo, unendosi alla larghissima fetta di case auto che negli anni hanno reinventato il logo in favore di qualcosa quasi sempre minimalista, quasi sempre criticato, per altro.

Ed è anche questo il caso.

Anche se, in teoria, si tratta di un omaggio al passato.



L’ispirazione è un ritorno all’officina del 1926

A differenza dei restyling moderni che cercano di esasperare l’aggressività delle superypercar, il nuovo font McLaren Sans guarda indietro di un secolo, fino alle radici pre-racing del fondatore Bruce McLaren.

La fonte d’ispirazione principale è la targa d’epoca dell’officina di servizio gestita a Remuera (Auckland) dai genitori di Bruce, Les e Ruth.

È lì che nel 1926 un giovanissimo Bruce modificò la sua Austin Seven del 1929, con cui ottenne la sua prima vittoria.

Qui sotto: l’ingresso dell’officina (ovviamente non più presente) alla data di oggi



La parola McLaren è scritta in stampatello maiuscolo, ma c’è il nuovo dettaglio della ‘c’ minuscola e sottolineata, posizionata in alto per pareggiare l’altezza delle altre lettere.

Questa scelta replica esattamente la grafia dipinta a mano sull’insegna originale degli anni 1920.

Il famoso Speedmark (lo ‘swoosh’ arancione presente sulle monoposto di Formula 1) e il classico Speedy Kiwi non scompaiono, ma rimangono come stemmi secondari.

Oltre al classico Papaya Orange, si aggiungono tre nuovi colori: Midnight, Ember e Colnbrook, ricavate cromaticamente da una foto storica che ritrae Bruce McLaren seduto sulla gomma di una monoposto.



Piattaforme come Reddit, come inevitabile, hanno accolto il restyling con freddezza e una forte dose di ironia, bocciando la scelta e definendola un esempio di minimalismo aziendale senz’anima.

“Sembra una marca di shampoo o una catena di hotel,” ha scritto un utente.

La critica principale riguarda la perdita della percezione della velocità.

Il vecchio logo, spesso, inclinato e compatto, comunicava dinamismo.

Il nuovo font, largo e spaziato, fa apparire il brand ‘più lento’.



Numerosi utenti hanno anche notato una stramba somiglianza tra la spaziatura del nuovo testo e il logo del programma fedeltà della catena alberghiera Marriott Bonvoy.

C’è chi poi ha detto che sembra un “profumo da uomo” oppure “un paio di jeans di una boutique”.

In generale, i nuovi loghi non vengono quasi mai accolti bene.

Ma, in qualche caso, l’opinione cambia con il tempo.

Vedremo se succederà anche in questi casi.


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