
Donald Trump ha iniziato la sua seconda presidenza con una mannaia nei confronti della mobilità elettrica.
Occorre fare alcune precisazioni, ma partiamo da ciò che il 45esimo e adesso 47esimo Presidente degli Stati Uniti ha fatto.
Trump ha revocato un ordine esecutivo del 2021 firmato da Joe Biden che imponeva che uno su due veicoli venduti in USA entro il 2030 fosse elettrico.
Il nuovo presidente ha anche promesso di mettere fine a tutti i sussidi relativi all’elettrico, sia per l’acquisto che per le colonnine, incluso il bonus di 7.500 dollari all’acquisto di nuove EV.

Ci sono però un paio di cose da dire.
La prima è che Donald Trump ha più volte espresso la propria preferenza per le auto a benzina, ma ha anche sottolineato come intenda lasciare i cittadini liberi di scegliere.
Tradotto, niente bonus né penalità, né per l’elettrico né per le auto a benzina, ognuno compri quel che vuole.

La seconda cosa da sottolineare è che, a differenza di quanto a volte riportato da diverse testate, questo punto di vista è in linea con quello di Elon Musk, nonostante Musk sia come tutti sappiamo a capo di Tesla.
Musk ha più e più volte detto, in interviste pubbliche e anche per scritto, di non volere nessun incentivo per l’elettrico.
Il suo punto di vista è semplice, se le persone non comprano elettrico è perché le auto sono fatte male, non perché sono elettriche.
Viceversa, se un’auto è ben fatta, gli acquirenti la compreranno, che sia elettrica o meno.

2 risposte a "La prima mossa di Donald Trump è una mannaia sull’elettrico"