
Gli ‘EV credit’, i crediti verdi, sono uno dei cortocircuiti più assurdi nell’industria automobilistica.
Un esempio plastico di come questo settore abbia un po’ perso la bussola.
Ma esistono, qualcuno direbbe ‘ahimè’, e hanno fruttato a Tesla ben 1,79 miliardi di dollari solo nel 2023.

Come funzionano?
Semplificando per ragioni di spazio e di tempo, il mercato auto globale è diviso in nove regioni che contano di più delle altre per i produttori: Nord America, Sud America, Europa, Africa, Medio Oriente, Oceania, Giappone e Cina*.
All’interno di queste macro-regioni troviamo divisioni interne.
All’interno del mercato europeo, ad esempio, ci sono mercati più importanti di altri. E lo stesso vale per il Nord America, dove valori di mercato e regole variano di paese in paese e, in alcuni casi, di stato in stato.

In alcuni di questi mercati sono in vigore regole più rigide della media riguardanti le emissioni, e i mercati in questione sono Cina, alcuni stati degli Stati Uniti (California su tutti) e l’Unione Europea più tre paesi che non ne fanno parte ma seguono regole simili, ossia Svizzera, Norvegia e Regno Unito.
Ogni anno, ogni produttore che vuol vendere in questi mercati, deve tenere il livello medio di emissioni della propria flotta entro certi limiti. E se non ci riesce incorre in delle multe piuttosto salate.
Tutto questo è ritenuto abbastanza strambo da molti, ma la parte veramente assurda non è questa.
La parte più incredibile è l’esistenza, appunto, dei crediti verdi.
I produttori che non rientrano nei limiti, possono abbassare l’importo delle multe acquistando crediti da chi i limiti invece li rispetta.

Tesla ha una gamma interamente elettrica, e siccome l’unico metro di giudizio per queste regole è il livello di emissioni della vettura, il marchio di Musk in questo senso emette zero.
Può quindi vendere crediti agli altri produttori, e infatti lo fo.
Dal 2009 ad oggi, Tesla ha guadagnato ben nove miliardi di dollari vendendo questi crediti.
Quindi, di fatto, li ha guadagnati facendo niente.
Che mondo strano, eh?

*alcuni produttori mettono Medio Oriente insieme nel gruppo detto ‘EMEA’, assieme Europa e Africa. In generale, per Medio Oriente si intendono i paesi della penisola araba (Arabia Saudita, Qatar, UAE, Bahrain, Oman, Kuwait)
*Per ragioni legate alle sanzioni, i produttori occidentali sono in ritirata dalla Russia, dove stanno invece crescendo i produttori cinesi
*A parte Giappone e Cina, che per ragioni diverse hanno un mercato ampio e sviluppato, l’unico altro mercato significativo in Asia è quello dell’India

3 risposte a "L’incredibile fonte di guadagno che ha portato quasi due miliardi nelle casse di Tesla per non aver fatto niente"