Abbiamo tutti mille domande e mille dubbi. Il primo, il più comune scorrendo tra i commenti online sui vadi social, riguarda il tempismo.
Ferrari stessa sembra essersene accorta.
Ieri sera, con un comunicato diffuso, come inevitabile, anche sui social, la Scuderia ha rotto gli indugi e annunciato l’ingaggio di Hamilton.
Trenta secondi dopo, e non è un’esagerazione ai fini retorici, la Scuderia ha condiviso un altro post su Instagram.
“Abbiamo ancora una stagione!”
Didascalia accompagnata da una foto di Carlos Sainz Jr, che ovviamente era taggato.
Prendiamoci un secondo per metterci nei suoi panni.
Fossimo Sainz, saremmo inca**ti per 10 minuti. Salvo poi ricordarci del contratto da 10 milioni di euro annui, salvo poi ritornare inca**ti per il resto della giornata.
Tra l’altro Sainz ha già messo in cascina un contratto con Audi, che esordirà in F1 nel 2025, quindi vivrà una stagione da separato in casa senza granché da perdere o da guadagnare.
Non è questione di professionalità, che certamente non manca a Sainz, ma siamo umani. Certi istinti mica li controlli.
Sainz farà certamente di tutto per mettere più spesso possibile il musetto della sua rossa davanti a quella di Lerclerc.
Ma arriverà sicuramente un momento (più di uno), in qualifica o in GP, in cui Sainz si troverà di fronte a una decisione di muretto in cui si sente penalizzato ed è difficile immaginare come questo possa beneficiare il team.
Alcuni, incluso Vanzini a quanto pare, hanno paragonato l’affair Hamilton-Ferrari all’operazione Ronaldo-Juventus, una sorta di operazione di marketing con la speranza di portare a casa anche dei risultati sportivi.
E viceversa.
L’impressione è che possa essersi trattato di una serie di circostanze nate spontaneamente.
Ferrari avrebbe (probabilmente) comunque rimpiazzato Sainz, ma (probabilmente) non ora e (certamente) non così.
La rapidità con cui tutto è iniziato e finito fa pensare a una prima mossa di Hamilton.
Consapevole di non poter avere un’auto competitiva per vincere il prossimo anno, Hamilton avrà pensato che per un pilota del suo calibro fosse quasi un dovere correre in Ferrari prima della fine della sua carriera, e una volta messi in moto gli ingranaggi, Ferrari ha semplicemente tirato dritto per concludere l’accordo in fretta.
Staremo a vedere.

2 risposte a "L’approdo di Lewis Hamilton in Ferrari lascia alcuni punti interrogativi"