Kimi Antonelli ha riportato un Mondiale di F1 in Italia dopo 73 anni.
Sono infatti passati 73 anni dalla vittoria di Alberto Ascari nel 1953, e da allora nessun italiano aveva mai vinto un Mondiale.
Non solo, nessuno ci era nemmeno andato vicino.
Il risultato migliore da Ascari e prima di Kimi, infatti, era stato quello di Michele Alboreto in Ferrari nel 1985 e Riccardo Patrese su Williams-Renault nel 1992.
E, secondo Toto Wolff, c’è molto di più di quel che si vede.
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Ai microfoni di SkySportF1, Toto Wolff si è tolto qualche sassolino dalla scarpa.
“[Molti vedono Kimi oggi] ma è il lavoro di 9 anni,” ha ribadito Wolff.
“La gente dice ‘si vede il talento’ oppure ‘è come Kimi Lauda’, ma non vedono il lavoro. Crescere con gli ingegneri, della nostra struttura. Non è il risultato di uno che abbiamo messo in Formula 1 e ha vinto.”
“Mi ricordo l’anno scorso tante gare senza punti. Le critiche che ‘era troppo giovane’. Anche in F2. Per quello siamo felici per lui.”
Come sempre, i risultati si vedono quando il team lavora bene in maniera verticale.
Lo sa fare Mercedes, lo sa fare RedBull, di recente ha dimostrato di saperlo fare anche McLaren e Aston.
Solo un team sembra far fatica.
