Jeremy Clarkson, come sappiamo, non ha peli sulla lingua, e in occasione del GP di Austin, Texas, è riuscito nella (per lui) non difficilissima impresa di far scrivere titoli per due motivi.
Prima si è ‘scagliato’ contro le celebrità a cui apertamente non interessa niente di auto che usano i Gran Premi come un’occasione per fare un po’ di Instagram.
In questo caso, fra gli altri, ce l’aveva con Kim Kardashian che se da una parte è vero si trova qui tecnicamente come compagna di Lewis Hamilton, ha in effetti dimostrato in un paio di occasioni di non avere proprio ben chiara ‘l’etichetta’ da seguire nel paddock.
Ma chi si è arrabbiata davvero è Alpine.

Franco Colapinto, pilota Alpine, si è beccato una penalità che, secondo Clarkson, è ‘colpa’ del suo essere argentino.
“Colapinto si è beccato una penalità perché è argentino. Probabilmente. Certamente per me è buon motivo,” ha scherzato Clarkson prima di aggiungere che è “per via di quel che è successo [a Top Gear] quando [eravamo] lì.”
Sono subito arrivate un po’ di condanne sparse, inclusa quella di Alpine che ha marchiato le parole di Clarkson come ‘inaccettabili’.

A prescindere da cosa si possa pensare delle parole di Clarkson, sorprende la sorpresa.
L’antipatia a tutto tondo di Clarkson per l’Argentina è stra-stra-nota, ed è relativa alla situazione che si è creata durante lo Special di Top Gear in Patagonia.
Un piccolo recap: ormai oltre 10 anni fa, Clarkson, Hammond e May organizzarono uno Special in Patagonia per celebrare il V8.
Una delle tre auto, la Porsche di Jeremy, portava una targa – H982 FKL – che alcuni in Argentina hanno visto come una deliberata provocazione relativa alla guerra delle Isole Malvinas/Falklands.
Lo Special terminò in maniera drammatica con il trio e la crew presi letteralmente a sassati.
Quindi l’ennesima battuta di Clarkson contro tutto ciò che è argentino, piaccia o meno, francamente lascia un po’ il tempo che trova.
