Xiaomi quattro anni fa non esisteva come brand auto, e nel giro di pochi anni ha fatto passi da gigante e si è già inventata una divisione non elettrica: Skynomad.
Skynomad (a volte scritto anche SkyNomad e Sky Nomad, ma il nome ufficiale parrebbe essere scritto proprio così) si presenta con N70 e N90, che sono due copie quasi identiche della stessa vettura – un SUV – di due dimensioni diverse.
Entrambe sono EREV – ovvero range extender, ovvero una sorta di ibrido al contrario in cui il motore termico, in questo caso un motorino a benzina da 1.5 litri che fa da generatore, è al servizio dell’elettrico e non viceversa.

N70 è già enorme: 4,96 metri di lunghezza, più lungo di una Mercedes GLE di 36 millimetri.
Pesa intorno ai 2.500 kg, ha ruote da 19 o 21 pollici e angoli di attacco e uscita decenti per un pachiderma del genere.
La versione base ha un solo motore dietro da 282 cavalli e una batteria da 52 kWh che promette 270 km in elettrico. Consumo misto con batteria scarica? 5,8 litri ogni 100 km.
Poi c’è la Max, con trazione integrale e 416 cavalli totali.
Qui la batteria sale a 76 kWh e l’autonomia elettrica a 380 km.
Top speed 190 km/h per entrambe.

La N90 è il vero elefante nella stanza.
5,28 metri di lunghezza, più lunga di una GLS di 76 mm, passo da 3,08 metri e interni che possono ospitare 5 o 7 persone.
I sedili anteriori ruotano di 180 gradi: immaginatevi fermi in autostrada, che girate il sedile e fate un picnic con la suocera.
Stessi 416 cavalli della sorella Max, batteria da 76 kWh e 370 km di autonomia elettrica.
Pesa quasi 2.800 kg.

Esteticamente hanno fari enormi, maniglie semi-nascoste, LiDAR sul tetto e luci posteriori ad anello.
Secondo le indiscrezioni che girano in Cina (e che sembrano piuttosto solide), la gamma Skynomad partirà da circa 200.000 yuan, ovvero intorno ai 29.000-29.500 euro al cambio attuale.
Se, ed è un grosso se, dovessero arrivare in Europa costerebbe molto di più.

