In un panorama videoludico dominato da action frenetici e zombie velocissimi, Undead Chronicles si distingue come un titolo che riporta il genere survival horror al realismo estremo.
Sviluppato da Seyfhouse Games, questo slow-burn FPS è ambientato nella Istanbul del 1923, durante una devastante epidemia di peste che trasforma la città in un incubo gotico e storico.
Il gioco pone un’enfasi straordinaria sul realismo, con due caratteristiche fondamentali che non ricordiamo aver mai visto prima.

Al centro dell’avventura c’è RJ Edwards, un funzionario bancario britannico inviato alla Imperial Ottoman Bank per una promozione.
Invece di ricchezza, trova solo caos, abbandono e orde di non-morti lenti ma inesorabili e letali.
I giocatori esplorano volte sigillate, cisterne allagate e strade avvolte dalla nebbia e dalla pioggia, dove ogni decisione può essere fatale.
La prima caratteristica dell’estremo realisto è la totale assenza di assist alla mira e minimappe.
Siete solo voi, i vostri sensi, e i dettagli visivi davanti a voi.

Le armi sono fedeli riproduzioni storiche dotate di peso reale e meccaniche di ricarica rischiose e a volte lente.
Il combattimento è preciso: i proiettili sono scarsi, i colpi alla testa contano davvero, mentre quelli al corpo regalano solo pochi secondi preziosi.
I nemici seguono il modello classico dei Romero zombies: lenti, stupidi in gruppo ma letali.
Non ci sono mutazioni o varianti speciali: solo non-morti classici, resi terribili soprattutto dalla loro persistenza.

Il punto di forza maggiore è l’impatto di un singolo morso: una morte permanente.
Non ci sono barre della vita da recuperare o seconde possibilità, e non si può ‘salvare’.
Un morso equivale al game over e al riavvio completo.
Un’importante precisazione: il gioco è in fase di sviluppo, e anche se l’idea è di togliere l’opzione salvataggio come piano B per poter sbagliare, è probabile che una qualche sorta di salvataggio artificiale venga introdotto per permettere al giocatore di spegnere il gioco senza perdere i progressi fatti.
Ne sapremo di più quando uscirà, se tutto va bene, entro la fine del 2026.
