Peugeot 404: 60 anni fa l’incredibile tripletta nei rally

Peugeot 404 rappresenta uno dei capitoli più interessanti e, passateci il termine, gloriosi della storia del Marchio del Leone.

Presentata nel 1960, quest’auto ha segnato l’inizio della fortunata Serie ’04’, ereditando e migliorando le qualità della precedente 403.

Disegnata da Pininfarina, la 404 si presentava con linee pulite, montanti sottili, delicate pinne posteriori e un sapiente uso delle cromature.



Dal punto di vista tecnico, 404 era soprattutto molto leggera.

Costruita su telaio monoscocca, l’auto pesava appena 1.100 kg e combinava anche sospensioni con ampia escursione e impianto frenate avanti per l’epoca.

Oltre alla versione berline, 404 era disponibile anche in variante Coupé e Cabriolet – anch’esse realizzate da Pininfarina – ed era acquistabile con benzina, benzina a iniezione meccanica Kugelfischer e, in anticipo sui tempi, anche propulsori diesel.




Peugeot 404 si è anche fatta sentire nel motorsport.

Nel 1966, esattamente sessant’anni fa, la vettura francese realizzò un’impresa senza precedenti: una tripletta di vittorie assolute in tre delle competizioni più dure al mondo.

Conquistò infatti il Rally del Congo, il Tour de Corse e soprattutto l’East African Safari Rally, la maratona africana di oltre 5.000 km tra Kenya, Uganda e Tanzania.

Quell’edizione del Safari fu particolarmente leggendaria tra piogge torrenziali, fango, inondazioni e tratti impraticabili costrinsero gli organizzatori ad allungare il tempo massimo da quattro a dieci ore.

Nonostante tutto, Bert Shankland e Chris Rothwell trionfarono al volante della 404, ripetendo il successo anche nel 1967.

Nel corso degli anni Sessanta la 404 ottenne anche quattro vittorie assolute al Safari (tre consecutive tra 1966 e 1968), dimostrando una superiorità schiacciante.



Il segreto del successo risiedeva probabilmente nell’ottima combinazione di potenza e affidabilità del motore 1.6 litri da 96 cavalli.

E, come sempre, oltre alla parte motorsport c’era il marketing.

La reputazione di indistruttibilità conquistata in Africa spinse le vendite in tutto il mondo, e soprattutto, appunto, in Paesi con condizioni stradali difficili come l’Australia.



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