Debutta Škoda Peaq: 600 chilometri di autonomia, sette posti, e un tentativo determinato di rimanere sul pezzo relativamente al nome

Škoda sembra determinata ad andare avanti con la denominazione ‘Q’, lettera designata affibbiata a ogni veicolo elettrico.

C’è persino una pagina dedicata alla storia di ‘Q’ relativamente a Škoda, a partire da Kodiaq, e la cittadina di Kodiak, in Alaska, rinominata ‘Kodiaq’ per un solo giorno in onore appunto del SUV della casa ceca.

Ma stiamo divagando.

Quel che conta è che Škoda sta adesso alzando decisamente il tiro, con un SUV che si chiama Peaq.

L’ultima nata, Peaq, è un SUV da sette posti costruito su piattaforma Volkwagen MEB e prodotta direttamente in Repubblica Ceca.

Come capita spesso con vetture presentate in questi anni, il tentativo è quello di fluidificare, nascondere, oscurare, mescolare, assottigliare – scegliete voi il termine adatto – il confine fra brand premium e brand non premium.

Se ormai abbiamo brand nostrani (nel senso di europei, come DS) e cinesi che dichiarano ‘battaglia’ a Rolls-Royce vale tutto.



Vale lo stesso per Peaq.

Il mercato di riferimento è quello di alta gamma, nello specifico quello dei mega-SUV da quasi cinque metri.

Nello specifico, Peaq ne misura 4,9, e offre fino a sette posti.

Saranno disponibili tre varianti: 60,90 e 90 – che erogano potenze dai 150 kW ai 220 kW, con oltre 600 chilometri di autonomia e una capacità di ricaricarsi da 10 a 80 percento in 28 minuti.

Da 0 a 100 invece l’auto richiede 6,7 secondi.

Prezzi? Non sono stati svelati, ma si parla di una cifra intorno intorno ai 60.000-70.000 euro come prezzo di partenza.

Più o meno come Alpine A390.



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