OpenAI chiude Sora – un buco da 15 milioni al giorno

OpenAI ha scelto chiudere Sora – il programma in grado di generare video partendo da un testo scritto – a pochissime settimane di distanza dal contratto siglato con Disney (del valore di circa un miliardo) e a distanza di pochi giorni dall’integrazione con OpenAI.

Parkour – come direbbe il famoso meme – perché si tratta di due o tre giravolte una dietro l’altra che, francamente, non dovrebbero sorprenderci.

La realtà dei fatti è che ad oggi tutti sono entusiasti dell’IA, che però comporta due enormi problemi non risolti, e di cui non si parla.

Uno, l’intelligenza artificiale consuma una quantità spaventosa di energia, e di conseguenza di soldi.

Soldi che vengono speso come fossero di nessuno – il che riflette la realtà, visto che molte di queste aziende sopravvivono di investimenti spesso privati ma comunque impersonali, da parte di aziende che hanno mani in pasta ovunque.

E due, praticamente nessuno ha capito quale possa essere un modo per renderla redditizia.



Sora costava 15 milioni al giorno

Come riportato da diverse testate, inclusa Forbes, Sora chiude perché costa troppo.

Secondo i report, l’app che generava video con intelligenza artificiale costava circa 15 milioni al giorno, che si traducono in 5,4 miliardi annui solo per tenerla in pieni.

I milioni di download e gli introiti generali dalle sottoscrizioni (che costavano fino a 200 dollari al mese) coprivano una parte esigua del costo totale.

A quanto si racconta, ogni video di Sora (generalmente di 10 secondi) costava un dollaro e 30 centesimi all’azienda, mentre era ovviamente gratuito per il cliente.

Non andava particolarmente meglio con i video di lunga durata – 60 secondi, disponibili solo con sottoscrizione – che consumavano quanto caricare 1.800-2.000 smartphone tutti insieme, dallo 0 al 100 percento di batteria.


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