Resident Evil Requiem segna un punto di svolta: il product placement nei videogiochi non sarà più come prima

Resident Evil Requiem potrebbe passare alla storia come il punto di svolta per quanto riguarda il product placement nei videogiochi.

Grazie a una grafica di altissimo livello, i videogiochi moderni sono in grado di trasformarsi quasi in film interattivi, il che rende possibile l’inserimento ‘di prodotti a fini commerciali’ in maniera mai vista prima.

Bastano i primi minuti del videogioco per notare subito gli orologi Hamilton al polso di Grace Ashcroft e Leon S. Kennedy, e la Porsche Cayenne Turbo GT guidata da Leon.



L’uscita di Resident Evil Requiem non è solo un successo di critica e vendite (5 milioni di copie in una settimana), ma rappresenta un caso studio rivoluzionario per il marketing moderno.

Non si tratta di semplici cartelloni pubblicitari sullo sfondo, ma di oggetti con cui il giocatore interagisce costantemente.

Ad esempio, la partnership con Hamilton non è esterna al gioco.



Gli orologi indossati dai protagonisti sono stati progettati appositamente per le dinamiche di Requiem.

Vedere l’ora o gestire l’inventario significa interagire con un prodotto reale di fascia alta, creando un legame psicologico diretto tra l’accessorio e il personaggio.



Vale lo stesso per Porsche Cayenne Turbo GT, vera co-protagonista nelle sequenze cinematiche con grandissima attenzione ai dettagli.

Nella foto sotto, ad esempio, potete vedere un’immagine del cruscotto digitale presa dal videogioco, e come vedete sembra una foto.

Tra l’altro, il contrasto tra la perfezione ingegneristica del veicolo e il caos dell’apocalisse zombie enfatizza l’esclusività del brand.



Uno studio condotto dal magazine Hypebeast evidenzia come questa operazione inverta il normale ciclo di vendita.

Spesso i prodotti di merchandising nascono dopo il successo di un media.

Qui, gli oggetti di lusso sono stati lanciati contemporaneamente nel mondo virtuale e in quello fisico.


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