Dopo meno di un mese, si chiude il sipario sulle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.
Sono state Olimpiadi uniche perché per la prima volta ospitate da due città in maniera ufficiale, e sono state anche mediamente corte.
Dal 6 al 22 febbraio, poco più di due settimane.
Le olimpiadi sono peraltro andate piuttosto bene dal punto di vista sportivo.

Alla data di oggi, l’Italia è terza nel medagliere con nove ori, e terza per quanto riguarda il numero assoluto di medagli: ne abbiamo 27.
Non male, soprattutto considerando che al primo posto abbiamo l’inarrivabile Norvegia, e al secondo gli Stati Uniti, che sia per varietà demografica che geografica tendono a far bene in (quasi) qualunque sport.
E certamente bene negli sport invernali.
Adesso però dovremmo rispondere all’inevitabile domanda: cosa succederà alle strutture messe in piedi per ospitare le olimpiadi?

In questo senso fanno testo le immagini raccolte dal canale YouTube Broken Window Theory, che si è fatto un giro sulle montagne torinesi, dove si svolsero le Olimpiadi 20 anni fa, nel 2006.
E il risultato è quel che vedete.


Dalla pista da bob e skeletono a Cesana passando per lo stadio a Pragelato.
Molte di queste strutture sono abbandonate.
Eppure, in maniera sorprendente, non stanno cadendo a pezzi.
Il problema è che molto difficile riqualificarle.
Una pista da sci è una pista da sci – fa sempre comodo – ma a chi serve una pista da bob a parte ai professionisti?


Non sappiamo che aspetto avrà Cortina fra 20 anni, ma speriamo la situazione sia un po’ meno desolante.
Oppure speriamo che venga fatto quel che ancora non è stato fatto per Torino 2006.
Speriamo quindi che le strutture vengano riqualificate, o se non è possibile dismesse e riciclate, in maniera mediamente rapida.
