Milionario grazie a un’app creata per scherzo – iBeer raggiunge 120 milioni di download al giorno

Creare un’app e diventare milionari al giorno d’oggi è abbastanza comune, o comunque è noto che sia possibile farlo.

Ma nel 2008, agli albori di App Store e PlayStore di Android, il caso di Steve Sheraton e della sua creazione ‘iBeer’ fu uno dei primi esempi di come un’app inutile possa diventare virale e garantire un futuro assicurato al proprietario.

Facciamo un salto indietro nel tempo, a quando gli smartphone erano meno smart e decisamente meno essenziali.

In questo senso il 2008 sembra appartenere al Medioevo e forse oggi l’idea di avere un’applicazione sul telefono che simula di bere una birra apparirebbe ridicola.

Eppure all’epoca, per ragioni inspiegabili, l’idea di Steve Sheraton (qui sotto in una foto tratta dal sito della sua azienda) fu un successo.

Un concetto semplice e nato al momento giusto, e iBeer divenne un’app che non prometteva di migliorarti la vita, né di ottimizzare il tempo.

Faceva una cosa sola: trasformare il telefono in una birra.



Perché iBeer funzionava così tanto

L’app iBeer era pensata come una sorta di ‘party trick’ e funzionava.

Nei bar, alle feste, tra amici – funzionava perché qualcuno guardava, rideva, e chiedeva: “ma come fai?”

Aprivi l’app, lo schermo si riempiva di birra, trasformandolo in un boccale, inclinavi il telefono e il livello scendeva: un’illusione che a quanto pare funzionava.



Un po’ di numeri

I numeri generati da iBeer sono impressionati.

Il costo iniziale era di 2.99$ che al giorno d’oggi per quel tipo di app sembra uno sproposito considerando la moltitudine di applicazioni gratuite disponibili, eppure nel 2008 – complice un’App Store ancora poco fornito – esplose in popolarità.

Si stimano tra i 90 e i 120 milioni di download totali, con una rendita per il creatore che oscilla tra i 10.000 e 20.000 dollari al giorno.

A questo si aggiungono le ospitate in programmi di culto come The Saturday Night Live o Sesame Street che hanno fruttato a Steve Sheraton (mago di professione, peraltro) ulteriore visibilità e, ovviamente, guadagni.


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