I Simpson dicono addio all’uomo Duff: la fine di un’era per il marketing di Springfield


Dopo quasi tre decenni trascorsi a distribuire birra e a urlare il suo iconico ‘Oh yeah!’, Duffman – conosciuto in Italia come Uomo Duff – appende ufficialmente il mantello al chiodo.

Nel recente episodio della stagione 37 intitolato Seperance — una brillante parodia del thriller sci-fi Severance — la serie ha annunciato il ritiro definitivo della storica mascotte della birra Duff.

A differenza di altri personaggi recentemente ‘fatti fuori’ dagli autori, la sparizione dell’Uomo Duff non è legata a motivi legati al politicamente corretto o alla storyline ma solo a una cinica evoluzione del mercato.


È proprio l’Uomo Duff in persona a spiegare a Homer (e quindi agli spettatori) il motivo del suo ‘ritiro a vita privata’.

Nell’ultimo episodio in cui appare, Barry Duffman, l’uomo dietro la maschera, si presenta in abiti civili a casa Simpson spiegando il motivo per cui se ne andrà.

“Tutte le vecchie forme di pubblicità sono ormai passè,” spiega Barry.

“I ragazzi di oggi non sanno nemmeno cantare i jingle”.



Introdotto nel 1997 nell’episodio cult New York contro Homer Simpson, l’Uomo Duff è stato per anni la satira vivente del marketing aggressivo e muscolare americano.

Doppiato da Hank Azaria, il personaggio rappresentava un pilastro dell’estetica vintage dello show.

Con questa mossa, gli autori sembrano voler riflettere il cambiamento del panorama mediatico moderno, dove i testimonial aziendali vecchio stile cedono il passo a nuove forme di intrattenimento digitale.


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