Thinking Machines Lab di Mira Murati si avvicina ai 50 miliardi di valutazione


Il 2025 ha segnato un punto di svolta per Mira Murati e la sua nuova creatura, Thinking Machines Lab (TML).

Dopo l’addio burrascoso a OpenAI, l’ex CTO – che una volta in italiano avremmo chiamato ‘direttore tecnico’ – ha trasformato la sua startup in una delle entità più preziose della Silicon Valley in meno di un anno, raggiungendo una valutazione record di 50 miliardi di dollari.

Roba da matti, soprattutto se ricordiamo che questa valutazione era stata raggiunta senza aver presentato alcun prodotto.



Un successo non solo finanziario, ma anche tecnologico

Il lancio di Tinker – il primo prodotto di TML – ha offerto una piattaforma per la personalizzazione dei modelli linguistici, ha ridefinito il concetto di collaborazione uomo-IA.

Tradotto: TML ha pensato a chi crea intelligenza artificiale prima ancora di aver pensato a chi la usa.

A differenza dei sistemi chiusi della concorrenza, Tinker permette a ricercatori e aziende di ‘mettere le mani sotto il cofano’, democratizzando – altra parola che userebbero quelli ‘bravi’ – l’accesso all’intelligenza artificiale.



Ma è sul fronte dei talenti che Murati ha sferrato il colpo più duro ai rivali del settore.

Dopo aver rifiutato un’offerta miliardaria di Mark Zuckerberg per guidare i laboratori di Meta, Murati ha ‘scippato’ a Menlo Park una figura chiave: Soumith Chintala, co-creatore di PyTorch.

In termini calcistici, è come assicurarsi le prestazioni sportive di Lamine Yamal.


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