Abbiamo guidato una Bentley Turbo R del 1995 per rispondere a una domanda: un’auto del genere può aver senso nel 2026, ovvero oltre 30 anni dopo la messa in produzione?
Per complicarci ulteriormente la vita l’abbiamo guidata in Inghilterra, in una cittadina a pochi chilometri da Luton (che peraltro è uno degli aeroporti di Londra).
La scelta è stata dettata da necessità e convenienza, nient’altro, ma ha aggiunto un ulteriore step di difficoltà dovuto al fatto che nel Regno Unito il governo sta martellando per togliere di mezzo auto vecchie ancora più in fretta.
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Com’è nata Turbo R
La storia dell’auto di lusso è una saga di nomi Francesi: Delage, Delahaye, Talbot-Lago, Bugatti e anche gli Americani ci presero gusto, con Packard e Cord.
Belle auto, ma c’era un produttore inglese che ne costruiva di più belle: Rolls Royce.
Fondata a Manchester nel 1906 da Charles Stewart Rolls e Frederick Henry Royce, il grande marchio inglese ha continuato a costruire berline di lusso praticamente per tutta la propria storia chiamandole quasi tutte con varianti della parola fantasma.
Abbiamo visto Ghost, Phantom, Silver Shadow, Wraith, Spectre e così via.
Nel 1931, mentre erano impegnati con Phantom II, Rolls Royce incorporò Bentley, completando un’acquisizione iniziata nel 1919.
Bentley, oggi di proprietà VW (come praticamente tutto il resto) è stata parte di Rolls Royce per 50 anni.
E durante quei 50 anni Bentley ci ha regalato molte interessanti berline di lusso.
Continental, Camargue, Corniche e, tra le altre, Turbo R che vedete qui oggi.
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Consuma tantissimo, si parcheggia male e sembri un ‘ganassa’ – ma ha anche dei difetti
Siamo franchi, e iniziamo dai difetti.
Sì, consuma molto e sì, è troppo grande e quindi non semplice da parcheggiare, ma a essere onesti, il problema principale guidando un’auto del genere in città non sono la stazza o il consumo.
Il problema principale è che si fa la figura del ‘ganassa’.
Il che significa che nessuno vi darà la precedenza negli incroci, il che rallenterà il vostro viaggio.
Che sarebbe stato lento comunque, perché il suo leggendario V8 da ì6 litri e tre quarti’ emette solo 300 cavalli.
O forse dovremmo usare il tempo passato, perché dopo 30 anni alcuni di quei cavalli sono certamente fuggiti.
E 300 cavalli sono sufficienti per galleggiare in strada in piena comodità e silenzio, ma non sufficienti a muovere in fretta le due tonnellate e mezzo di auto che avete per le mani.
Quest’auto non fa per voi se abitate a Cremona e lavorate a Milano.
Ma è l’auto giusta per chi va a lavoro con il treno o l’autobus o un cavallo o un cervo e poi usa l’auto per puro piacere perché, nessun dubbio a riguardo, questa Bentley è davvero piacevole da guidare.
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Emana classe ed eleganza, con i suoi interni in pelle e radica, e con tutti quegli strumenti che non funzionano.
Ma chi se ne importa.
È tutt’altro che perfetta, ma è così elegante da farvi dimenticare i difetti.
È maestosa e ricordate che ne potete acquistare per meno di quanto vi costa una media compatta nuova.
Questo premesso, e considerando il valore che non scende, e considerando quanto costa una Bentley nuova, è quasi un affare.
Ci sono ragioni molto valide per cui non fanno più auto così, e non si scappa dal fatto che le auto “vecchie” non sono buone auto ormai.
Se lo fossero, le farebbero ancora così.
Forse non è l’auto perfetta da possedere, ma bisogna sorridere al fatto che, volendo, la si può avere.