
In un’intervista concessa al Telegraph, Jeremy Clarkson ha svelato la vera differenza tra il Grand Tour e La Fattoria Clarkson.
Si tratta ovviamente di due show totalmente diversi, e le uniche cose che hanno in comune sono, appunto, Jeremy Clarkson e anche buona parte del team di produzione.
Ma, per il resto, i due programmi non potrebbero essere più diversi.
Eppure, secondo Clarkson, la differenza sostanziale sta nel fatto che, nel Grand Tour, ogni disastro era generalmente scritturato e organizzato, o comunque più o meno previsto.
Con la Fattoria invece no.

“Non abbiamo avuto un anno ‘normale’ finora. Tra la pandemia, il caos con il comune che non ci dava i permessi e il clima,” ha esordito Clarkson.
“A volte pensi, ok, è tutto un disastro incredibile, però almeno vederlo in TV farà divertire gli spettatori. Ma non è come il Grand Tour, dove i disastri li organizzi tu.”
La diatriba su quanto Top Gear e Grand Tour fossero scritturati e recitati si è evoluta molto negli anni.
Prima era una critica, poi è diventato un dato di fatto accettato, in parte anche grazie al fatto che oggi lo spettatore medio sa come funzionano le cose.

Oggi gli spettatori lo sanno che se vedono un marchio commerciale messo in bella vista su schermo c’è probabilmente una partnership dietro.
E lo sanno che se un’auto cade da un dirupo in un programma come Top Gear è perché qualcuno l’ha spinta di proposito.
Anche solo 15 o 20 anni fa, questi concetti erano un po’ più alieni.
Ma, appunto, con la Fattoria è tutto vero.
Un caos dietro l’altro, organizzato dalla natura, o dal notorio comune di West Oxfordshire, nemesi giurata di Clarkson.
