
Qui sopra – Oliver Blume, AD di Volkswagen (sinistra), e RJ Scaringe, AD di Rivian (destra)
L’amministratore delegato di Rivian, RJ Scaringe, si è lasciato andare a uno sfogo piuttosto netto, denunciando la situazione, secondo lui insostenibile, delle reti di concessionarie negli Stati Uniti.
In un’intervista con il magazine specializzato in elettriche InsideEVs, Scaringe ha detto che la nuova partnership con Volkswagen porterà diversi vantaggi.
Ma fra questi quasi certamente non ci sarà la possibilità di usare le concessionarie Volkswagen come base per tutto ciò che riguarda l’assistenza.

“Negli Stati Uniti non è facile. Abbiamo un livello di regole orrende che variano da stato a stato che sono quanto di più vicino ci sia alla corruzione,” ha detto Scaringe.
“Molti dealer hanno di fatto pagato per avere leggi che rendono impossibile la comunicazione diretta fra costruttori e clienti,” ha aggiunto Scaringe.
Tradotto, molti stati hanno leggi in essere per proteggere le concessionarie, che però vanno a discapito sia dei produttori che, soprattutto, dei clienti.
In Texas, ad esempio, non è possibile vendere auto direttamente ai clienti se non tramite vendita online.
Se la vendita avviene tramite concessionaria, quest’ultima ha l’ultimo diritto di parola, e di conseguenza aggiunge ricarichi anche pesanti.
Questo perché negli Stati Uniti, ricordiamolo, vige un sistema totalmente diverso da quello che conosciamo.

In Italia, il prezzo di listino viene stabilito dalla casa, e le concessionarie possono al massimo aggiungere sconti e incentivi.
Negli Stati Uniti è il contrario, nel senso che il prezzo di listino è stabilito dalla casa, ma le concessionarie sono libere di applicare sconti, ma anche ricarichi.

Il caso della Corvette C8 (sopra) è fra i più famosi.
Teoricamente l’auto parte da meno di 70.000 dollari, in pratica è quasi impossibile da trovare sotto i 100.000 perché le concessionarie ci marciano.
In questo senso, Rivian non ha tutti i torti.
Soprattutto, come evidente, paese che vai, magagna che trovi.
