Il rebranding di Jaguar è un ottimo esempio del perché i marchi cinesi stiano vincendo


Jaguar ha cambiato logo, sostituendo il giaguaro con una semplice, ultra-minimalista scritta ‘Jaguar’.

Si tratta di una scelta in linea con quello che hanno fatto tantissimi marchi negli ultimi anni, ma Jaguar è andata oltre.


Tanti marchi storici hanno cambiato logo, dicevamo, ma non ce ne viene in mente neanche uno che abbia tolto un simbolo così importante e in maniera così forzata – il giaguaro.

Immaginate Ferrari o Lamborghini che tolgono cavallino o toro dal logo.


E soprattutto non ce ne viene in mente nessuno che abbia annunciato il rebranding con un video tanto ******, inserite voi l’aggettivo al posto degli asterischi, come quello postato dalla casa ex britannica ora indiana.

È passato in secondo piano da noi, ma negli Stati Uniti sta diventando virale, ovviamente perché tutti lo detestano.



Jaguar dirà che il rebranding sta facendo parlare del marchio, ma farà vendere auto? Perché è quello il punto.

Jaguar è tecnicamente accorpata a Land Rover, e menomale, diremmo, perché Land Rover aiuta a tenerla un po’ a galla.


Nel 2020, e ricordiamolo c’era una pandemia, Jaguar ha venduto 21.786 unità negli Stati Uniti, un calo del 22.77 percento rispetto all’anno precedente. Quel dato si è ridotto ogni anno, e nel 2023 ne hanno vendute solo 8.348.



Quel che fa veramente perdere la testa è come il rebranding di Jaguar si unisca a questo filone di aziende che fanno scelte cervellotiche e poi incolpano il cliente.

Hollywood lo sa bene, con un flop dietro l’altro che viene sempre spiegato alla stessa maniera: “eh ma è il pubblico che non ha capito”.


Sappiamo che chiunque gestisca i social di Jaguar sta leggendo i commenti, sappiamo anche che ne stanno cancellando tantissimi (cara Jaguar, siamo nel 2024, esistono mille modi per recuperare commenti pubblici cancellati, buongiorno).



Sappiamo che Jaguar sta leggendo i commenti sotto ai propri post perché ad alcuni, i pochissimi commenti neutri, risponde.

E ribadiamo neutri, perché anche in Jaguar avranno forse notato che i commenti sono tutti negativi o al massimo neutri.

Andate su X o Instagram e leggete i commenti al post dell’osceno video per il rebranding, fateci sapere quando ne trovate uno positivo.


Questa scelta dimostra come i brand storici, soprattutto quelli europei, stiano perdendo la ‘guerra’ con i marchi cinesi per una ragione molto semplice.

I marchi cinesi si concentrano sul rendere appetibili le auto che producono. Lo fanno con miglioramenti tecnici o estetici o prestazionali, o se non altro con prezzi accattivanti.



Ma quel che conta è che il focus è sulla vettura, e infatti la strategia paga.

Nel contempo i marchi come Jaguar, scelgono un nuovo logo che non piace a nessuno, e lo annunciano con un video incommentabile.

Magari Jaguar ci smentirà e inizierà a vendere automobili a destra e a manca come fossero cioccolatini, se così fosse, avranno avuto ragione. Altrimenti, be’, buona fortuna.