Tesla mostra la mappa dei supercharger, e rivela (per sbaglio) il vero problema delle elettriche


Tesla ha pubblicato una mappa aggiornata per mostrare la diffusione dei punti di ricarica Supercharger a livello globale.

La discrepanza fra le zone del mondo dove Supercharger è presente e dove non c’è balza subito all’occhio, ed è abbastanza impressionante.

L’intenzione non era certo quella, ma la mappa mostra chiaramente uno dei problemi maggiori dell’elettrico.



Tesla sembra essere intenzionata a passare gradualmente da ricarica tramite cavo a ricarica wireless, il nuovo Robotaxi ad esempio non ha nemmeno la porta di ricarica.

Questo spiega comunque, almeno in parte, il motivo per cui il team Supercharger in Tesla è stato drasticamente ridotto.

Questo premesso, la rete Supercharger è ancora molto diffusa, e conta ormai 60.000 punti di ricarica.



Il problema è che, come mostra la mappa, ci sono zone del mondo dove la distribuzione è capillare, e zone dove ce ne sono letteralmente zero.

La mappa che mostra la diffusione Supercharger coincide più o meno esattamente con la diffusione delle auto elettriche.


Le differenze di permeazione sul mercato sono ancora nette, non solo da paese a paese, ma spesso anche da regione a regione dello stesso paese.

La parte della mappa che mostra la diffusione negli Stati Uniti, ad esempio, è inequivocabile, con Supercharger molto diffusi sulle coste, ma con la parte centrale che ne mostra un numero molto più ridotto.



Ma quel che spicca davvero è la quasi totale assenza di punti di ricarica in Canada, Sud America e Africa.

Anche per la massa euroasiatica, la diffusione riguarda soprattutto Cina, Giappone, e la parte del continente europeo che coincide con l’UE e pochi altri stati, come ad esempio Regno Unito, Svizzera e Norvegia.

Gli altri paesi? Non pervenuti.

Vale lo stesso per il Medio Oriente e l’Oceania.


Questo rappresenta un problema collettivo.

A livello individuale, al Cliente A nel Cliente A interessa se la rete di ricarica nella propria zona, e gli importa presumibilmente poco di quel che accade in altri mercati.

Ma a livello collettivo, creare un mercato solo elettrico, come sembra voler fare ad esempio l’UE, quando hai al confine una lunga lista di paesi dove le elettriche sono quasi assenti, ha poco senso.


Lascia un commento