
Continua la battaglia di carte bollate e querele fra Elon Musk e OpenAI, l’azienda di intelligenza artificiale che sviluppa ChatGPT.
Per la seconda volta quest’anno, Elon Musk ha portato OpenAI in tribunale, sia l’azienda stessa che il suo AD Sam Altman, e più o meno per lo stesso motivo dell’altra volta.
Elon Musk, ricordiamolo è stato co-fondatore, membro del consiglio di amministrazione, e finanziatore di OpenAI in tempi non sospetti.
Musk ha poi lasciato l’azienda per divergenze di vendute con gli altri amministratori.

Il fulcro della nuova querela, molto simile a quella precedente, è sempre lo stesso: Musk vuole vederci chiaro e capire come sia possibile che OpenAI, nata come no-profit open source, sia diventata un’azienda a scopo di lucro e closed source.
In una recente intervista, Musk ha usato una similitudine / metafora un po’ esosa ma allo stesso tempo molto calzante.
“È come se io avessi finanziato un’organizzazione benefica che promette di salvaguardare la Foresta Amazzonica, che poi però si trasforma in azienda di legno, abbatte gli alberi nella Foresta per poi vendere il legno,” ha detto Musk.
L’ad di Tesla e proprietario di X vuole anche vederci chiaro per quanto riguarda la transizione da open source a closed source.
Open source e closed source fanno riferimento alla tecnologia usata da OpenAi.
Una tecnologia open source permette a chiunque di tenere d’occhio cosa succede dietro le quinte per quanto riguarda lo sviluppo in maniera trasparente, mentre closed source significa l’opposto.
Secondo Musk, questi due cambiamenti significativi sono in contrasto con l’accordo sottoscritto in sede di creazione di OpenAI.
Musk aveva già querelato OpenAI, salvo poi fare un passo indietro, e adesso ci prova di nuovo, probabilmente la ragione è semplicemente tecnico-burocratica, il team legale di Musk avrà forse voluto rielaborare la querela per avere maggiori possibilità di successo.
Ma per farla breve, Musk accusa OpenAI di essere di fatto diventata una succursale di Microsoft, e di aver appunto ignorato accordi legali vincolanti all’atto di fondazione.

La querela è stata depositata nel mese di agosto, ma le tempistiche del sistema giuridico statunitense, come prevedibile, sono estremamente più rapide rispetto alle nostre, quindi avremo una risposta a breve.

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