
Uber ha tentato in tempi non sospetti di sviluppare un robotaxi, ovvero appunto un taxi che si guida da solo, ma ha dovuto rinunciare in seguito a un incidente fatale.
L’incidente avvenne nel 2018, e Uber sembrava aver chiuso il capitolo taxi autonomi.
Solo che nel frattempo il mercato è cresciuto, e sono arrivati vari rivali, da Waymo e Zoox, che fanno capo rispettivamente a Google e Amazon, e ovviamente Tesla con Cybercab.
Uber ha allora deciso di provarci di nuovo, stavolta in collaborazione con General Motors.
Ma le premesse non suono buone.

Le premesse non sono buone perché anche General Motors sta avendo enormi problemi con il suo sistema di guida autonoma, Cruise.
GM stava sviluppando un veicolo autonomo chiamato ‘Origin’ per rivaleggiare con Zoox, Tesla e Waymo.
Il problema è che, proprio come Uber, è stata poi costretta a interrompere lo sviluppo in seguito a un incidente fatale.
Quindi Cruise, il sistema autonomo, esiste ancora, ma solamente come optional per le vetture GM, e non come tecnologia o servizio a sé stante come appunto i servizi sopracitati.
Se Atene piange, Sparta non ride – come si suol dire.
Staremo a vedere se questa partnership porterà frutti.

13 risposte a "Uber si butta (di nuovo) sulla guida autonoma, ma le premesse non sono buone"