
Karma Automotive ha una storia un po’ tragicomica.
Il brand è nato dalle ceneri di Fisker Automotive, una startup di auto elettriche fondata dal progettista Henrik Fisker.
Fisker è fallita due volte. La prima, come Fisker Automotive nel 2014, e la seconda, a breve, come Fisker Inc.
Fisker Inc., azienda copia-incolla di Fisker Automotive, è andata ufficialmente in bancarotta a giugno di quest’anno.
Quindi, entro la fine dell’anno, l’azienda potrebbe chiudere per sempre i battenti.
Karma è un brand collegato ma allo stesso indipendente. Collegato, perché Karma nasce dall’unico modello creato da Fisker prima del fallimento, una berlina che si chiama appunto Karma.
Collegato, dicevamo, anche perché il conglomerato cinese che ha fondato Karma ha prima licenziato Fisker, salvo poi riassumerlo come designer.
Roba da film.

Ma allo stesso indipendente, perché quel che succede in Fisker non impatta Karma e viceversa.
Questa premessa un po’ convulsa, ma utile, ci porta a parlare di Ivara, l’ultimo modello prodotto da Karma.

È interessante notare che la maggior parte dei brand che conosciamo sono partiti come marchi dedicati alle auto a combustione, salvo poi passare al solo elettrico.
Karma ha fatto il percorso inverso. Ivara è infatti disponibile sia come auto elettrica, che come ibrida.

Non sappiamo molto altro di Ivara, in parte perché Karma non ne ha svelato i dettagli, ma soprattutto perché, per ora, è solo una concept.
Ah, aperta parentesi, Karma la chiama GT-UV, ovvero GT ma anche SUV.
