
La sfida nel segmento dei robotaxi si sta accendendo.
Rimac ha anticipato Tesla (che presenterà il proprio robotaxi l’8 agosto) svelando Verne, un taxi autonomo che sarà disponibile dal 2026 in Croazia per poi espandersi in altre 30 città nel mondo.
E poi ci sono aziende tipo Waymo, controllata da Google, che da qualche tempo offre un servizio in stile Uber, ma con guida autonoma, in alcune città degli Stati Uniti.
Abbiamo avuto occasione di provarlo, e l’esperienza è surreale.


Surreale, sì, ma non più così anomalo. Fino ad oggi, Waymo offriva il proprio servizio solamente in due alcune zone di due città, San Francisco e Phoenix, ma si sta espandendo molto rapidamente.
Da oggi Waymo è disponibile anche a Los Angeles, e in tutta la città di San Francisco, anziché solamente in alcune zone.
A breve arriverà anche in Texas, ad Austin.

Waymo sostiene di aver percorso oltre 32 milioni di km, con una percentuale di incidenti per chilometri percorsi migliore di quella dei taxi con conducenti ‘umani’.
Nel frattempo però l’agenzia per la sicurezza stradale negli Stati Uniti, la NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ha aperto un’indagine su Waymo, Tesla, Zoox di Amazon e Ford, dopo decine di segnalazioni di incidenti in cui erano coinvolte auto autonome.
