
Gli ‘smartphone’ con intelligenza artificiale, o per meglio dire gli assistenti con IA portatili, faticano a decollare sul mercato.
Il mercato ne propone per il momento soltanto due degni di nota, uno è prodotto da una startup che si chiama Rabbit, R1. L’altro si chiama Humane AI Pin.

Entrambi hanno tratti in comune, nel senso che sono una via di mezzo tra un telefono e un tamagotchi, e nel senso che di fatto sono una sorta di Siri/Alexa a cui è stato aggiunto hardware.
L’obiettivo, più o meno dichiarato, è quello di sostituire (prima o poi) gli smartphone. Ammesso e non concesso che questo possa succedere, siamo ancora distanti anni luce.
Sia Rabbit che Humane hanno problemi, anche se per ragioni totalmente diverse.
Rabbit ha venduto oltre 100.000 unità di R1, nonostante le recensioni online siano praticamente tutte negative, una sinfonia di critiche che possono essere racchiuse in un denominatore comune.
Quasi tutti quelli che l’hanno recensito sono infatti d’accordo sul fatto che Rabbit sia poco utile perché di fatto non riesce a fare niente di più di quel che già fa Siri per Apple o Google Assistant e così via.
E lo fa pure peggio.

La controversia, in questo caso, non riguarda tanto il prodotto quanto Rabbit stessa, e soprattutto il fondatore.
Nelle ultime settimane sono emersi diversi report che dimostrano come Rabbit sia solo l’ultima trovata di Jesse Lyu, una sorta di guru tech che però ha un passato un po’ oscuro con diversi progetti, soprattutto su NFT e crypto, andati male.
Humane ha un problema totalmente diverso. Nessuna criticità o controversia legata all’azienda o ai fondatori in questo, ma il problema è che Humane ha venduto solamente 10.000 AI Pin, ben al di sotto delle previsioni e aspettative.
E c’è di peggio.
A quanto sembra ci sono problemi non di poco conto con la confezione di AI Pin, che serve anche a ricaricare il dispositivo.
La confezione, a quanto sembra, tende a prendere fuoco a causa della batteria.

Humane si è affrettata ad incolpare il produttore di batteria, come prevedibile, ma si sa che in questi casi la faccia ce la rimette, più di tutti e per primo, il marchio che vende il prodotto principale, che in questo caso è appunto Humane.
E Humane AI Pin non costa nemmeno pochissimo, con un prezzo di vendita di $699 a cui vanno aggiunti $24 mensili se si vuole abbinarlo a un numero di telefono.
La buona notizia, se così vogliamo chiamarla, è che si tratta di una tipologia di prodotto totalmente nuova, quindi problematiche di questo tipo sono inevitabili.
Magari fra 2-5-10 anni questo tipo di prodotto sarà onnipresente e funzionerà più o meno senza intoppi, come appunto gli smartphone.
Sempre che questa sia da considerarsi una cosa positiva. Ma questo è un discorso totalmente diverso.
