
A volte lo dimentichiamo ma Tesla, fra le altre cose, produce anche un camion che si chiama Semi.
Si tratta di un camion nel vero senso della parola, pensato per trasporti di merce, in grande quantità e per lunghe distanze.

PepsiCo, l’azienda che produce la bevanda eponima ma ha nel proprio arsenale anche brand del calibro di Gatorade e i marchi di patatine Doritos, Walkers e Cheetos (tanto per dirne alcuni, foto sopra), ha ordinato 100 camion Semi nel 2017, tutti ovviamente pagati ‘sull’unghia’.
Tesla finora ne ha consegnate appena 36 di cui, alcuni, durante l’evento di presentazione del 2022 (qui sotto).

Si tratta di un numero esiguo rispetto alla mole dell’ordine, ma rappresenta comunque una quota significativa della produzione totale di Semi.
In tutto, Tesla ha consegnato finora 140 Semi, di cui 36, appunto, sono andati a Pepsi.
Altre aziende di spicco hanno fatto qualche ordine per Semi, fra queste l’unico nome conosciuto in Italia è UPS.

Semi ha un nome considerato buffo negli Stati Uniti.
La parola ‘Semi’ è sì, un riferimento a questa tipologia di camion, ma è anche una parola dialettale per indicare l’erezione maschile.
Ma sappiamo che Musk non è nuovo a queste cose. D’altronde i modelli Tesla disponibili, S, 3, X, Y (come ‘Sexy’, ovviamente) lo testimoniano.

Battute a parte, Semi promette 500 miglia (circa 800 km) di autonomia e un risparmio di $200.000 nei primi tre anni di utilizzo.
Trattandosi di un mezzo prettamente commerciale, destinato alle grandi aziende e non ai privati, Tesla non ha mai svelato il prezzo ufficiale di Semi, ma si vocifera si tratti di una cifra intorno ai $250.000.
Se così fosse, il prezzo sarebbe leggermente superiore alla media per mezzi equivalenti alimentati a diesel.

Il punto è che non ci sono tanti mezzi a cui paragonarlo. Gli unici a proporre alternative elettriche a Semi sono Volvo e Freightliner, che è un marchio che esiste quasi solo in Nord America.
In entrambi i casi le aziende non svelano il prezzo, e in entrambi i casi si parla di prezzi in linea con il Semi.

5 risposte a "Pepsi ordina i camion Tesla, ma l’azienda di Musk è in ritardo"