Porsche tra un presente fulgido e un futuro da decifrare, L’Editoriale del Lunedì

Porsche ha saputo negli ultimi anni, meglio di tanti altri, capire lo spirito del momento, soprattutto con Taycan.

Certo, partiva da una posizione di vantaggio, con una clientela estremamente fidelizzata e appassionata, e meno pressione di fare numeri, rispetto ad altri, ma si è mossa bene.


L’anno passato, nel 2023, il brand tedesco ha consegnato oltre 320.000 veicoli, che non sono pochi per un marchio che vende quasi esclusivamente auto che costano più di €100.000.

Eppure questi numeri, diremmo ormai quasi generalisti, non hanno intaccato l’alone di esclusività che circonda il brand di Stoccarda.


Una Porsche è sempre una Porsche, non è diventata di colpo una Volkswagen o una Seat.



Ma per quanto il presente possa essere molto fulgido, ampiamente luminoso, ci sono alcune domande per il futuro e il primo dubbio, paradossalmente, riguarda proprio Taycan.

La vettura elettrica di Porsche vende benissimo, ma c’è un ma.


Le elettriche, si sa, fanno molta fatica a tenere il proprio valore sul mercato dell’usato, e Taycan non fa eccezione.


Ecco allora come Porsche si sia trovata in una situazione un po’ difficile da decifrare. Taycan vende benissimo da nuova, solo che ha un ciclo di vita molto breve, con modelli di seconda mano che appaiono sul mercato spesso meno di due anni dopo l’acquisto.

E non si riesce a venderle.



Tradotto, chi compra una Taycan nuova, spendendo €100.000 o più, spesso la tiene per meno di due anni, decide di liberarsene e non ci riesce, in parte anche perché le concessionarie le prendono malvolentieri in permuta.

Proprio perché per loro risulta difficile venderne una nuova a €100.000 e allo stesso tempo piazzarsene quattro o cinque in garage a €50.000 o €60.000 usate con pochi chilometri.



All’orizzonte si intravede anche una sorta di conflitto d’interessi, se così lo si può chiamare, che si verrà a creare in gamma.

Al momento Porsche vende un modello nato elettrico, Taycan, uno nato a benzina e che diventerà solo elettrico, Macan, e altri che rimangono nel limbo, vedasi 718, 911, Cayenne e Panamera.



Lasciando per un attimo da parte 911, alle altre tocca trovare un futuro.

Taycan e Panamera al momento hanno senso perché occupano lo stesso segmento, ma una è elettrica e l’altra no, ma cosa succederà quando (e se) anche Panamera diventerà a batteria?

A quel punto Panamera e Taycan diventeranno virtualmente l’una doppione dell’altra.

Lo stesso vale per Cayenne, che al momento non ha equivalente, ma lo avrà presto visto che Porsche sta lavorando a un SUV top di gamma per il momento conosciuto con il nome in codice K1.



E poi c’è l’incognita 718. Porsche ha confermato che la prossima 718 sarà elettrica, ma la comunicazione è stata poco chiara, perché allo stesso tempo ha anche dichiarato che 718 a benzina, Boxster e Cayman, non saranno giù disponibili in UE per via delle note regole sulle emissioni.

Bene, ma altrove?


Cina a parte, nessun mercato significativo per Porsche ha adottato la stessa strategia aggressiva verso l’elettrico. Negli Stati Uniti e nei paesi arabi, Arabia Saudita e UAE su tutti, si vendono ancora auto a benzina, e in grandi quantità.



Quindi cosa farà Porsche? Terrà due versioni di 718, una elettrica per l’Unione Europea e una a benzina per il resto del mondo? Oppure solo elettrica?

Non è chiarissimo.


E infine c’è 911. L’auto portabandiera del marchio rimarrà a benzina, per ora, ma una versione ibrida è in arrivo.

Il presente e il futuro prossimo sono chiari, Porsche vende benissimo e questo non cambierà.

Ma per quanto riguarda il futuro un po’ più remoto? Staremo a vedere.


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