Leclerc si lamenta di Sainz al GP F1 di Shanghai, ma per Ferrari questa situazione era prevedibile (e a questo punto inevitabile)


La Scuderia Ferrari è la più potente e ricca tra tutte quelle presenti in Formula 1, ed è per questo che ci si aspetta di più. Non solo in termini di risultati ma anche in termini di comunicazione.


Certo, la stampa non aiuta.

Dall’ultimo titolo (costruttori nel 2008, ndr) Ferrari ha alternato stagioni in cui ha davvero sfiorato il titolo, certo, ma soprattutto una lunga serie di stagioni anonime, quasi sempre corredate da errori al muretto (spesso) e dei piloti (a volte) in sequenza.

Eppure ogni volta gli organi stampa si lanciano in titoli improbabili che, come sempre, i risultati in pista finiscono per smentire.

Spiace dirlo ma anche la narrativa diventata ormai filastrocca del ‘predestinato’ Leclerc inizia a diventare controproducente.



A questo si aggiungono costanti errori di comunicazione e di gestione delle risorse umane, per un usare un termine un po’ poco educato, da parte della Scuderia.

Il che ci porta a parlare dell’ennesima, ma non sarà l’ultima, problematica nella gestione dei piloti.

Charles Leclerc si è lamentato dell’atteggiamento di Carlos Sainz in qualifica perché, secondo il monegasco, Sainz sarebbe stato troppo aggressivo nei confronti del compagno.


Leclerc può anche avere ragione, ma Ferrari cosa si aspetta? La Ferrari ha silurato Sainz all’inizio della stagione, favorendogli Leclerc a fronte di risultati più o meno equiparabili, e sostituendolo con un pilota a fine carriera, senza grandi motivazioni e in evidente calo tecnico, in quella che a molti ha ricordato l’operazione Ronaldo alla Juve.



Nelle tre stagioni (esclusa questa) in cui Sainz ha affiancato Leclerc in Ferrari, i risultati danno leggermente ragione a Leclerc, ma si tratta di un vantaggio molto esile.


Nel 2021, anno in cui Ferrari non riuscì a vincere alcun Gran Premio, Sainz superò Leclerc di 5.5 punti, cogliendo un secondo post come miglior risultato contro il terzo posto di leclerc.

Nel 2022 il distacco fu di circa 60 punti, e lo score di tre vittorie a una in favore di Leclerc.

Nel 2023 Leclerc riuscì a precedere il compagno di squadra ma solamente 6 punti, e senza mai vincere una gara, a differenza di Sainz che riuscì a portare a casa l’unica vittoria Ferrari l’anno scorso.

Quindi su tre stagioni, escludendo questa, Leclerc ha vinto tre GP contro i due di Sainz.

Un po’ poco.



Sainz deve trovarsi un sedile, e ha il dente avvelenato contro la propria scuderia e, di conseguenza, il proprio compagno di squadra.

Che abbia ragione o torto conta poco, si tratta di una dinamica naturale e soprattutto assolutamente prevedibile.


C’è un motivo per cui nel calcio il famoso ‘gol dell’ex’ avviene con questa frequenza, è perché quando ti senti ‘tradito’ dal tuo team tendi, inconsciamente o meno, a dare di più.

Un pilota di F1 vive per la competizione, quindi Sainz quest’anno farà di tutto per favorire se stesso, non Ferrari e certamente non Leclerc. Se vedrà un vantaggio in gara o in qualifica, proverà a coglierlo.

E se questo vantaggio porterà un danno a Ferrari o a Leclerc, Sainz non alzerà comunque il piede.

Poi dopo, nelle interviste post gara e in conferenza stampa, magari si scuserà. O forse no.


È prevedibile, e inevitabile. E tocca a Ferrari gestire questa situazione delicata. Ma visti i precedenti delle ultime 15 stagioni, qualche dubbio c’è.


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