
Lawrence Stroll, Presidente Esecutivo di Aston Martin e proprietario della scuderia Aston Martin F1, ha detto che il marchio non ha intenzione di rinunciare ai motori a benzina.
In un’intervista con il Telegraph in Inghilterra, Stroll ha ammesso quello che già in tanti pensano, o sanno.
“[La spinta verso l’elettrico] è dovuta ad ‘hype’, non alla domanda di mercato,” ha detto Stroll.
“Non si può cambiare la domanda di mercato con la politica. La domanda è quel che è, e non segue, come evidente finora, la legislazione”.

Stroll ha concluso dicendo che Aston Martin tenterà di abbassare le emissioni facendo ampio uso di propulsori ibridi, sia plug-in che mild hybrid, ma continuerà a “produrre auto a benzina finché sarà legalmente possibile.”
Le parole di Stroll saranno certamente musica all’orecchio degli scettici sull’elettrico, il problema è che, come sempre, arrivano in ritardo.
La spinta, politica e legislativa, verso l’elettrico va avanti da almeno un decennio e, forse con l’eccezione di Akio Toyoda, ex ad di Toyota, nessuno si è fatto sentire quando doveva.
Gli alti ranghi delle case auto avrebbero dovuto battere i pugni sul tavolo allora, prima che l’Unione Europea mettesse in piedi questa impossibile corsa all’elettrico per forza.
Ormai, forse, è tardi.
