I clienti diffidano della macchina autonoma, e allora Hyundai decide di far prendere la ‘patente’ al robotaxi


È un episodio (di marketing, più che altro) abbastanza curioso quello verificatosi negli Stati Uniti.


In alcune città degli Stati Uniti (poche, per adesso) sono già in funzione i robotaxi, ovvero taxi autonomi. Si tratta essenzialmente di un servizio assimilabile a quello di Uber, con la differenza, non da poco, che l’auto che viene a prendervi si guida da sola.


I numeri di utilizzo sono in crescita, e le recensioni mediamente positive ma, com’è naturale che sia, sono in tanti ad essere ancora un po’ scettici.

Hyundai ha colto la palla al balzo per un’operazione di marketing molto divertente: ha deciso di far prendere la patente al robotaxi.



Hyundai, così come altri marchi globali, opera in maniera totalmente negli Stati Uniti, con una divisione che opera in maniera di fatto indipendente rispetto alla casa madre coreana, spesso con modelli disponibili sono negli USA (e viceversa).

Per questa ragione, la campagna è dedicata interamente al mercato nord-americano, e di conseguenza il test per la patente è del tutto simile a quello che qualunque cittadino americano deve sostenere per ottenere la patente.



Il test si è svolto a Las Vegas, in Nevada, e l’auto, una IONIQ 5, ha come prevedibile completato correttamente il percorso, e ha ricevuto la propria ‘patente’ dello stato del Nevada, con tanto di foto identificativa.


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