L’Arabia Saudita vuol costruire un circuito con dislivelli clamorosi


L’Arabia Saudita continua a spendere più o meno ovunque, ma per un motivo ben preciso.

Il principe saudita sta costantemente aprendo il portafoglio estremamente largo, ricordiamo che solamente tramite Saudi Aramco, l’ente petrolifero gestito dalla famiglia reale, il paese del Golfo controlla 2 triliardi (con la T) di dollari.


L’Arabia Saudita vuol fare, ma con più soldi, e in maniera leggermente diversa, quel che già fanno da decenni gli Emirati Arabi, ovvero trasformarsi da paese che vive di esportazione di petrolio in paese che ‘campa’ d’altro, incluso il turismo.

È questa la ragione per cui l’Arabia spende e spande, ed è questa la ragione per cui investe così tanto in ‘soft power’, il potere morbido di sedurre in questo caso tramite progetti popolari, vedasi l’esperimento del campionato saudita, che per la verità per adesso sta andando malino, ma questo è un altro discorso.



Il punto è che l’Arabia Saudita ha già un gran premio di F1 in calendario, dal 2021, ma vuol fare di più.

Ecco la ragione per cui Qiddiya, un’altra azienda fintamente privata che fa riferimento al PIF, il fondo sovrano di investimenti, ha presentato un progetto per un nuovissimo circuito.



Situato a Qiddiya, che sì è anche il nome di una città, il circuito verrà disegnato da Hermann Tilke, Il guru delle piste F1 che ha disegnato, fra gli altri, i circuiti a Sachsenring, Fuji, Bahrain, Valencia, Abu Dhabi, Texas e Las Vegas.

Il nuovo circuito, che costerà più o meno $500 milioni, presenta 21 curve e dislivelli fino a 100 (!) metri. Il primo GP è previsto nel 2027.


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