
L’attore Jason Momoa (Aquaman, Dune, Fast X) ha ‘elettrizzato’ la propria Rolls-Royce Phantom II del 1929.
Il 44enne originario delle Hawaii si è affidato alle sapienti mani di Electrogenic, un’azienda britannica specializzata in conversioni elettriche di auto classiche, per modificare la propria Phantom II.


Si tratta certamente di una pratica controversa, con vantaggi e svantaggi però chiaramente visibili.
Non c’è nessun dubbio che il 7,7 litri che alimentava la Phantom II avesse più carattere, ma per un’auto del genere un propulsore elettrico risolve in un colpo solo diversi problemi.
Il primo, i costi. Un motore vecchio di cento anni ha costi di gestione a manutenzione altissimi, mentre un motore elettrico, a confronto, ha fondamentalmente zero costi di gestione a parte il cambio batterie dopo qualche anno.
Il secondo, le prestazioni. Il 7,7 litri della Phantom II emetteva solamente 50 cavalli, mentre il propulsore elettrico offre 200 cavalli e 310 Nm di coppia, più che sufficienti per garantirle prestazioni accettabili nonostante l’enorme mole e il peso.
Con questa modifica, la Phantom II è diventata un’auto guidabile, anziché un pezzo da museo.


A livello estetico non cambia niente fino a che non si apre il cofano. Non sono state necessarie modifiche alla carrozzeria, né agli interni, a parte qualche tasto in più per accensione e inserimento marce, e l’indicatore di carica della batteria.
E i costi? Molto alti.
Una Phantom II in buone condizioni costa almeno $250,000, e anche se Electrogenic non ha rivelato il costo di questo modello in particolare, una conversione elettrica del genere di solito costa tra i €200,000 e i €300,000.
Quindi almeno mezzo milione, cifra tutto sommato accettabile per Jason Momoa, che ha ricevuto circa $10 milioni di dollari di compenso per il suo ruolo in Fast X.
