BMW i8, cos’è andato storto con la supercar ibrida troppo avanti per i suoi tempi


Oggi ce ne siamo quasi dimenticati ma più o meno un decennio fa, BMW introdusse due ibride futuristiche, nella linea e nello spirito, i3 e i8.


La prima era una sorta di auto cittadina, squadrata e a forma di scatola, mentre la seconda era una coupe sportiva con una linea che sembrava uscita da un film Sci-Fi.


Entrambe erano ibride, ed entrambe andarono malino in termini di vendite.



Tra il 2014, anno di messa in produzione, al 2020, anno in cui venne tolta dal mercato, BMW riuscì a venderne poco più di 20.450 unità. Non poche. Ma nemmeno tante.

Andò un po’ meglio con la i3, che entrò nei garage di circa 250.000 persone nell’arco di dieci anni, dal 2013 al 2022, gli anni in cui rimase in produzione.


La i8 aveva un’importante lista di armi nel proprio arsenale.

Prima di tutto l’aspetto. BMW i8 è tutto tranne che noiosa, tagliente, bassa, filante nonostante le dimensioni compatte (appena metri, come una).



Il propulsore era sofisticato, per i tempi, un 1,5 litri tre cilindri abbinato a un propulsore elettrico da 131 cavalli, per un totale di 370 cavalli, capaci di garantirle una velocità massima di 250 km/h (autolimitati), e soprattutto uno 0-100 km/h appena sopra i 4 secondi.

E poi c’era il sound.

BMW i8 era rapida, scattante, e sebbene il rumore del propulsore fosse parzialmente artificiale, era comunque accattivante.

Che francamente è più di quanto si possa dire per alcune delle sportive moderne.



In redazione, ormai dieci anni fa, abbiamo avuto occasione di testare i8 e rimane, ancora oggi, una delle auto più interessanti mai guidate.


Quindi cos’è andato storto?

Prima di tutto, probabilmente, il prezzo. BMW i8 partiva da €147.000 da nuova.

Una cifra, nel mercato drogato odierno, quasi ‘normale’ per un’auto di questo calibro, ma ai tempi auto sportive con prezzo a sei cifre erano relativamente rare, e difficili da vendere a meno che non avessero un Cavallino o un Toro sul cofano.



BMW i8 era forse troppo avanti anche per quanto riguarda il propulsore. Fa strano dirlo oggi ma, nel 2013, era difficile convincere acquirenti abituati a diesel e benzina ad acquistare un’ibrida che non fosse la Prius.

Alla fine dei conti, BMW i8 era semplicemente l’auto giusta ma nel momento sbagliato.

Il progetto venne abbandonato abbastanza in fretta, ma non il nome.

Oggi BMW vende alcune i-auto, vedasi i4,i5, i7, iX, che sono tutte elettriche. E tutte meno emozionanti della i8.

Peccato.


2 risposte a "BMW i8, cos’è andato storto con la supercar ibrida troppo avanti per i suoi tempi"

  1. sono pienamente d’accordo che fosse l’auto giusta nel momento sbagliato ma adesso e’arrivato il suo momento ed e’ l’auto che appena la si prova ci si innamora come ho fatto io. Sono sicuro che avrà poche rivali del suo genere per ancora molti anni.

Lascia un commento